BORDIGA, UNA STORIA ITALIANA

gin_rosa
A Cuneo e nelle vallate Occitane Bordiga è da sempre sinonimo di liquori:  da quasi 130 anni la distilleria è il riferimento per genepy, vermouth ed amari. Abbiamo avuto la fortuna di assaggiare i gin Bordiga in occasione del gin day di Milano La storia inizia però a Torino nella seconda metà dell’Ottocento, dove il cav. Pietro Bordiga aveva un piccolo e famoso bar frequentato da illustri personaggi dell’epoca. Forte delle sue conoscenze in erboristeria e delle tecniche di estrazione degli oli essenziali, decide di aprire una distilleria: sceglie una città di montagna dove sia più semplice trovare le erbe per le sue creazioni....

BARMAN & GENTLEMAN

Ernest-Hemingway,Giuseppe-Cipriani,il barman Ruggero Caumo (Harrys Bar Venezia)
“Si contano oggi per il mondo migliaia e migliaia di cosiddetti “barman” ma per la verità,  in generale si tratta di uomini del Bar,baristi,ma, come mixeurs…zero.” No, non sono io a dirlo, ma è nella prefazione del libro “Mille cocktail” , di Elvezio Grassi,  libro che vede la prima edizione nel 1920. Chissà cosa penserebbe questo barman ,o altri della sua epoca, del moderno bartending in Italia. Un tempo (in cui non c’era Internet), barman si diventava sul campo. Esisteva la gavetta, fatta di lavoro silenzioso ed osservazione dell’arte da parte di chi portava la giacca bianca. Lingue studiate ed imparate sul posto di lavoro all’estero (in verità con poche comodità e tanti sacrifici), umiltà, parola oggi abusata, ma quasi mai usata nel modo giusto, educazione e buone maniere. Si andava in Svizzera ad imparare il servizio (sia di sala che bar, un buon barman era anche un efficiente maitre d’hotel, ma non necessariamente il contrario), ed in Inghilterra per la lingua. Il Barman (con la B maiuscola) o l’aspirante tale, lavorava solo in hotel, possibilmente di lusso, oppure sulle navi da crociera, o comunque dove c’era l’elite. Ovvio pensare che le buone maniere erano il primo requisito per poter accedere a posti di lavoro di questo tipo. Banditi, sul posto di lavoro, tutti gli orpelli, quindi niente orologio, anelli, collane ecc. Sobrietà era la parola chiave. Divisa pulita e sempre in ordine, cravatta o papillon (a seconda della qualifica) e ruoli ben definiti. Mai un commis si sarebbe sognato di avvicinare un cliente e rivolgerli la parola senza essere interpellato...

VODKA BELUGA

20160711_144836
Il lusso di bere bene Torno a parlare di Vodka (con la V maiuscola), dopo aver effettuato una serie di assggi di Vodka Beluga a Nizza. Grazie alla brand ambassador Katerina Tsokolenko, che ci ha dato la possibilità di conoscere meglio la gamma di Vodka dello storione. Innanzitutto perchè dare ad una Vodka il nome di un pesce? In primis perchè non è un pesce qualunque, ma uno storione che produce il miglior caviale in commercio, e poi perchò, come il pesce in questione, ha bisogno di tempi lunghi per poter dare il megio di sè, con risultati eccezionali.     La Vodka Beluga è prodotta da JSC Synergy, uno dei colossi russi del settore delle bevande alcoliche nonché terzo produttore di Vodka al mondo. Distillata per la prima volta nel 2002, Beluga è diventata in breve tempo leader del segmento Super Premium –Ultra Premium; sui mercati occidentali è presente a partire dal 2009, ed è oggi venduta in oltre 50 Paesi del mondo.   La gamma beluga è composta da varie tipologie:   VODKA  BELUGA  NOBLE...

SHERED

IMG_20150105_154830
Bourbon (infuso con Lapsang suchong tea) Pesca Lime Bitter O redhead…perchè Lei è rossa. La dolcezza degli stati del sud (Stati Uniti ovviamente),legata all’affumicatura, non solo delle botti, come si usa fare da quelle parti,ma anche dell’esotico Lapsang Suchong tea. Lei non è americana, ma ha molto a che fare con le miscele di the, erbe ed infusi vari. La pesca, matura al punto giusto, profumata e gustosa. Come per il Bellini è preferibile quella bianca, che si trova d’estate. Non frullata, per carità! La pesca va “pressata” delicatamente con l’aiuto di un colino, in modo che non si riempia d’aria e che il colore della buccia vada a mischiarsi con quello della polpa. Il succo di lime serve ad equilibrare , perchè dolce va bene, ma nel giusto limite. E per finire il bitter. Io ho scelto il bitter rouge, che aprezzo per la varietà di profumi. Il punto di amaro che non guasta,anzi. E perchè un pò di rosso ce lo voglio mettere anche io, che diamine. E stasera lo gusteremo insieme… Ma non vi dico come e dove

ROMMEL

Rommel
L’americano è da sempre uno dei miei cocktail preferito. L’equilibrio tra dolce e amaro, l’alcol a giusta gradazione, grazie all’aggiunta di soda, gli olii essenziali del limone che lo profumano. All’aperitivo è sicuramente una scelta azzeccata… Ma un giorno, a Montecarlo, arrivano due clienti, una coppia di Torino per l’esattezza, che amano l’americano, ma per l’occasione vorrebbero un twist che lo renda legato a quel momento, a quel posto, a quella loro serata. Il preavviso è poco, ma per fortuna l’intuizione arriva. Ed è legata ad un altro cocktail ormai classico, e molto in voga negli ultimi anni,  Il moscow mule è composto da vodka, succo di lime e ginger beer. Ginger beer non è una birra, ma si chiama così perchè la lavorazione ricorda quella della birra, ma ha come base lo zenzero, e viene dagli Stati Uniti. Da non confondere con il ginger ale, di produzone inglese, che è essenzialmente una bevanda aromatizzata al ginger. E allora la soda viene sostituita dal ginger beer. Il piccante dello zenzero arriva alla fine, l’amaricante del bitter  mischiato al dolce del vermut si sentono prima.  Per completare l’opera, alcune gocce di bitter all’arancia. Alla fine della cena gli aperitivi sono stati molti piu di due, i clienti se ne sono andati sorridendo, ed io ho creato il mio “twist” ,  che è diventato anche il mio aperitivo preferito.  

BOND E’ STATO QUI

IMG_6959
E’ sempre emozionante cominciare un nuovo lavoro. Se poi la location è “importante” come può essere il casino di Monaco, beh, in questo caso...

RISTORAZIONE AL BAR

ufficio-720x360
Oggi ho pensato di farmi odiare  dalle grandi marche di  cibi precotti surgelati… C’era una volta un paese a  vocazione turistica ed  enogastronomica. Malgrado i mille problemi  dovuti ad una  classe politica  poco attenta alle necessità  del paese, ma molto ai propri  conti correnti, gli abitanti del bel paese  ed i turisti,  mangiavano,  nella maggior parte dei casi,  molto meglio degli abitanti del  resto del mondo. In casa, o fuori, la cultura  (inculcata fin dalla  prima infanzia da nonni  e genitori) era fondata ...

VODKA!

images
Questo è un distillato che mi “tocca”particolarmente.Sarà stata l’esperienza di lavoro a Mosca, contatti e frequntazioni con russi , anche in tempi non sospetti,la mia appartenenza, per un pò, all’associazione dei barman russi (B.A.R.) sarà l’alta qualità che ha raggiunto negli ultimi anni la produzione della vodka. Qualunque sia la ragione,questo rimane il mio distillato preferito (alla faccia di speackeasy...

SOPRAVVIVERE AD UNA NOTTE BRAVA

images
HANGOVER: I postumi dell’ubriachezza sono un insieme di effetti fisici che seguono l’eccessivo consumo di bevande alcoliche. I più comuni riportati sono emicrania, sete, letargia,...

IL DECALOGO DEL BARMAN

Gualtiero_Marchesi
Mi collego ad un articolo (che potete leggere al link qui sotto) in cui il maestro Gualtiero Marchesi detta dieci regole per quello che lui ritiene il cuoco  perfetto. Il pensiero è immediato… E se provassimo a trasformarle in dieci rregole per  il barman perfetto? Un piccolo giochino, un esercizio di stile che potrebbe far bene a molti. Prendetolo con un sorriso: Barman è un mestiere o meglio ancora , un servizio, un ministerium. La divisa, in ordine, elegante è un segno di rispetto verso il cliente e serve anche a  comunicargli degli aspetti imprescindibili: l’onestà, la pulizia, il rispetto.(ndr. Ricordo ancora quando , nei miei primi momenti dietro il banco, i Barman piu esperti mi raccomandavano di  non mettere anelli, orologi ecc. Ovviamente di tatuaggi neanche a parlarne!) La legge del barman è la ricetta di cui è esecutore, ricordando che ogni buona esecuzione presuppone  una quota d’interpretazione, attentamente dosata, non eccessiva ma neanche assente,  introdotta con rispettosa discrezione. A un livello più alto sta il compositore. Ai diversi gradi di esperienza e conoscenza corrisponderanno tre figure:  l’esecutore, l’interprete e il compositore. Per raggiungere questi traguardi, il barmandovrà impadronirsi della tecnica e aver fatto pratica di tutti i tipi di cocktail e delle principali tecniche Un elemento importante per arricchire le proprie esperienzeè sicuramente la conoscenza dei prodotti, la loro storia, le origini e gli...

GOOD LIFE

good life 2
Un titolo che è anche uno stile. Carta patinata, foto bellissime, luoghi, persone e filosofia di vita. Questo ed altro sul giornale di Dominique...

BARMEN DA FILM

shining
quali sono i barmen che piu vi  hanno colpito al cinema? Sicuramente non sarete rimasti indifferenti al bartender dell’Overlook hotel… Non si può evitare...

MATTEO ZED

12244226_942594525801767_321935458_n
Continuano gli autoritratti dei grandi barmen italiani. E’ la volta di un altro connazionale che porta l’eccellenza italiana nel mondo…E torniamo a New York...

Shaken, not stirred!

1shaken_not_stirred_james_bond.jpg__800x600_q85_crop
«James Bond, with two double bourbon inside him, sat in the final departure lounge of Miami Airport and thought about life and death». (Goldfinger,...

BAR TOOLS

rye-cocktail-shaker-c
Ogni barman ha la curiosità, che io ritengo uno dei requisiti principali per poter svolgere questo lavoro. E la curiosità porta inevitabilmente a cercare....

23 MODI PER SBAGLIARE IL MARTINI

sub-buzz-9706-1474973737-9
della serie “trovati sulla rete”…Potete trovre l’articolo originale (in inglese, di Emma Cooke ) a questo indirizzo: https://www.buzzfeed.com/emmacooke24/shaken-not-stirred?utm_term=.glx2x6zxw#.deeaQAyQo Il Martini: Esiste un drink piu “affabile”? Io...

MISCELAZIONE FUTURISTA

giostradalcol

Fulvio Piccinino ( a cui va il mio personale ringraziamento) ci regala un viaggio nel mondo del futurismo e delle sue polibibite. Imperdibile! IL RIVOLUZIONARIO RUOLO DEL VINO, CARBURANTE DEL POPOLO, NELLA MISCELAZIONE FUTURISTA Tutti conoscono il Futurismo in quanto avanguardia artistico culturale che sconvolse   i primi trent’anni del novecento, ma ben pochi sanno che gli stessi artisti partorirono i più geniali cocktails a base di vino della storia della miscelazione italiana. Il vino italiano era presente sulla tavola della quasi totalità degli italiani dove svolgeva egregiamente  il ruolo di alimento senza alcuna velleità di abbinamento con il cibo consumato. E fino a quella rivoluzione culturale, il vino, sia bianco che rosso, aveva con ben pochi cocktail al suo attivo. Il popolare “mezzone” che lo vedeva mescolato con la gazzosa, frutto della saggezza contadina per dissetarsi nelle calde ore estive pomeridiane, era figlio dello “spritz” di origine austriaca. Con l’obiettivo di diminuire la carica alcolica dell’italico vino e rendere più fresca la beva i soldati austriaci presero a mescolare i forti vini bianchi italiani con acqua gassata e succo di limone, usanza che venne poi ripresa successivamente nel resto d’Italia, utilizzando però la nuova bibita citrina. Nei bar più evoluti, si assisteva all’evoluzione del primordiale “spritz” dove, oltre a vino ed acqua, si aggiungevano per dare un tocco amaricato pochi centilitri di uno delle decine di bitter o amari, che popolavano la produzione liquoristica italiana. Infine, all’Harry’s Bar di Venezia Cipriani creava le prime miscele a base di spumante e frutta fresca, caposaldi della miscelazione italiana per oltre un lustro. Ma questa miscelazione, assolutamente classica,  è ben lontana dagli slanci creativi dei futuristi che per primi utilizzano il vino come ingrediente base di miscele con più abbinamenti di gusto stravolgendone anche i concetti di abbinamento. Il perché è semplice. In pieno regime fascista vigeva la massima autarchia e non è possibile avere, sia per le ristrettezze economiche sia per le direttive centrali, nessun tipo di ingrediente straniero, quindi il territorio italiano, con la sua produzione di qualità, ritorna prepotentemente alla ribalta. Grappa, liquori di tradizione, normalmente bevuti lisci nel dopo cena, e vini considerati per la sola tavola, divengono ingredienti base di cocktail che […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Vai alla barra degli strumenti