DAIQUIRI
6/10
RUM BIANCO
3/10
SUCCO DI LIME
1/10
SCIROPPO DI ZUCCHERO

Si
racconta che Costante Ribailagua, capo barman del Floridita, all'
Avana dal
1912 al 1952 abbia versato nei suoi quarant'anni di carriera più
di dieci milioni di daiquiri. Tanti da fargli meritare l'appellativo
di "el rey de los coteleros" e al locale quello di "catedral
del daiquiri". Le origini del cocktail hanno invece alcune
versioni differenti: la prima racconta di un marine, che sbarcato
nei pressi di Santiago de Cuba entrò in una baracca che
faceva le veci di un bar e non volendo bere del rum liscio lo
allungò con zucchero e limone. Il nome lo prese dal villaggio
in cui successe il fatto e che era appunto Daiquiri. L' altra
versione invece lo attribuisce ad un ingegnere di nome Jennings
Cox, occupato in una miniera di ferro nei pressi di un piccolo
paesino di nome Daiquiri, che, con i suoi assetati colleghi, ritrovandosi
alla sera dopo il lavoro, non avessero di meglio da fare che bere
rum e lime. Una volta tornati in patria ,mantennero l' abitudine
e cominciarono a farselo preparare dai barman dei vari locali
da loro frequentati. E' molto probabile comunque che gli abitanti
di Cuba bevessero già questo tipo di miscela e che chiunque
sia passato di là abbia avuto occasione di berla. Ad alimentare
poi la fama di questo drink ci si mise un altro signore, che pare
lo considerasse il suo aperitivo preferito, e che rispondeva al
nome di John Fitzgerald Kennedy (evitiamo di proposito uno scrittore
che viene citato già abbastanza ogni volta che si nomina
un cocktail...). Questa ammissione portò il Daiquiri a
rivaleggiare in America con il più noto e bevuto Martini. Molte anche le versioni "frozen" con frutta fresca.