Milano Sanremo, il cocktail

Nasce la Milano Sanremo del gusto e abbiamo pensato a te per il cocktail ufficiale.

A volte una telefonata aiuta a dare una sferzata di energia, nella routine della quotidianità.

Ma (c’è sempre un ma…) il cocktail deve essere composto da ingredienti provenienti dalle tre regioni toccate dalla gara ciclistica.

E qui cominciano i problemi, e le prime prove. I tempi ovviamente sono ridottissimi, il cocktail deve essere pronto per… Ieri !

La ricerca dei prodotti parte, ovviamente, dalla Liguria, visto che qui risiedo .

E per fortuna frequento manifestazioni in cui i prodotti di qualità non mancano.

Nell’ultima edizione di ‘meditaggiasca’ organizzata a Taggia, appunto, dal buon Luigi Cremona e dall’infaticabile Lorenza Vitali, ho avuto il piacere di scoprire un vino dalla storia straordinaria, e dal gusto (e profumo) impareggiabili .

Il ‘moscatello di Taggia’ proviene da un vitigno u tempo famoso (parliamo della repubblica di Genova) e poi scomparso. Ritrovato da alcuni audaci che l’hanno riportato in vita nel suo massimo splendore. La versione ‘passito’ dolce ma non stucchevole è la scelta per rappresentare la Liguria. Per ovvi motivi il pesto è stato escluso in partenza.

Il Piemonte, in teoria, riserva meno problemi, vista la sua ricchezza ‘in bottiglia’.

Infatti mi viene in aiuto la Distilleria Bordiga 1888, con il suo aperitivo. Non perché gli altri prodotti non fossero all’altezza, anzi, bisogna riconoscere le qualità dei vermouth, dei gin e di tutti i liquori e distillati prodotti (adoro il Ratafià di mirtilli), ma in questo caso l’aperitivo era quello che stavo cercando.

La Lombardia è rappresentata dalla famiglia Rivolta, che con il Rivo gin sta ricevendo consensi in tutte le manifestazioni in cui si presenta. Foraged gin, è la dicitura esatta, per questo distillato che nasce da 12 botaniche, cresciute in modo spontaneo e raccolte à mano da Marco e sua mamma, e poi distillate singolarmente. Il risultato è un concentrato di profumi, che fa si che sia gradevole anche liscio. Un tocco di bitter Campari, come ufficiale rappresentante della Milano che ‘fu’ da bere.

Siccome ogni tanto mi spunta il masochismo, non contento della difficoltà iniziale, ho messo il carico, pensando che sarebbe stato carino farlo del colore della Gazzetta dello sport, e quindi trasformare il cocktail da rosso, come era in principio, a rosa.

Dopo innumerevoli tentativi, ho deciso di aggiungere uno yogurt cremoso (bianco) che al contempo donasse l’acidità mancante. Ingrediente forse inusuale, ma gradevole e utile allo scopo.

Per finire, ho deciso di togliere il moscatello dall’interno del cocktail, e spostarlo ‘sopra’ sotto forma di ‘velluto’ (grazie, molecolare)

Les jeux sont fait, habemus cocktail !

Questa manifestazione, che è nata per far conoscere le eccellenze delle tre regioni, con lo slogan ‘tre buone regioni’, mi ha portato un paio di volte a Milano, una a Barolo durante il collisioni festival, ed abbiamo fatto anche una tappa a Sanremo, dove giocavo in casa. Ma soprattutto mi ha fatto conoscere e reincontrare delle persone piacevoli ed ognuna speciale a modo suo.

A partire dal ‘presentatore’ Carlo Gabardini (più noto come Olmo, di camera caffè), straordinario sul palco e fuori. Umanità e simpatia al massimo. Abbiamo potuto vedere le differenze che ci possono essere tra pesto e pesto (rigorosamente al mortaio) grazie a Roberto Panizza, assaggiare gelato all’azione e ricette originali e rivisitate. Organizzazione impeccable e pubblico attento. E, Dulcis in fundo, grazie alle’blogger’ sempre attente, presemti e pronte a collaborare. Io sono pronto per la prossima edizione!

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