Un mare di Champagne 

Alassio è una bella cittadina ligure. Elegante, ben frequentata e piuttosto vivace. Non a caso si svolge qui, da cinque anni una manifestazione dedicata alle bollicine d’oltralpe. Questo evento, diviso in tre giorni (11,12,13 giugno) e organizzato da ‘Macramé – dire fare mangiare’ si sveglia in carie location. Il primo giorno tutti in piazza (partigiani), per un mare di sapori e di musica : piatti preparati dagli chef del consorzio Macramé accompagnati, ovviamente, da  champagne. Il 12 giugno, dalle 12 alle 20, al Grand Hotel di Alassio degustazione di Champagne, provenienti da oltre 50 maison, con circa 140 etichette all’assaggio. Nel contempo seminari in una sala riservata con approfondimenti rivolti alla stampa di settore e al pubblico partecipante alla degustazione.

Gran finale Il 13 giugno con la Cena di Gala, nell’Ex Chiesa Anglicana di Alassio, protagonisti gli chef del consorzio Macramè, (Gabbiano, Lamberti, La Prua, Mozart, Panama, Viola) insieme a grandi chef ospiti: Enrico Bartolini (Mudec, Milano, 2 stelle Michelin), Massimiliano Torterolo (Locanda dell’Angelo di Millesimo, 1 stella Michelin), Nicola Di Tarsia (Berbel di Torino), e Franco Ascari (Chef pasticcere di Selecta)

E fin qui i dati, come da comunicato stampa…

In realtà è stata un occasione per vedere gente, incontrare persone che non si vedevano da tempo, stringere nuove amicizie, e bere degli ottimi Champagne, che fungevano da collante a tutto questo.

E’ stato un vero piacere vedere colleghi, amici, giornalisti, che altrimenti sarebbero rimasti lontani (nel tempo o nella distanza) per chissà quanto ancora. Come è stato un piacere fare la conoscenza, o in qualche caso ritrovare, delle bollicine interessanti nel bicchiere

Difficle fare una classifica (ed in realtà non c’è questa volontà), non semplice degustare tanto e mantenere una visione…sobria.

Nonostante questo bisogna ammettere che alcune sicurezze che avevamo si sono confermate, alcune nuove scoperte (per noi) ci hanno piacevolmente sorpreso. Si potrebbe fare un paragone tra lo Champagne e la musica: così come con sette note si possono ottenere suoni diversissimi tra loro (a volte incantevoli, altre inascoltabili…) così con tre vitigni, dosati in modo paziente e differente, con o senza aggiunte, di un solo millesimo o finemente assemblati, riusciamo ad avere nei nostri calici (non troppo stretti, mi raccomando), delle sinfonie di sapori e profumi sempre diversi, ognuno con una sua personalità ben precisa.

L’organizzazione dell’evento è stata all’altezza, ma migliorabile come ogni cosa. Consiglierei di distribuire grissini o altre cose simili direttamente agli stand, evitando cosi di vedere persone che cercano di azzannarsi a vicenda in preda alla fame chimica, così come sarebbe gradevole, viste le temperature, di fare la degustazione in ambiente dotato di aria condizionata…

Ma nel complesso direi che abbiamo sofferto con moderazione, grazie anche allo champagne ghiacciato!

 

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