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  • Bartending,  Cocktails

    Ready Cocktails

    https://www.youtube.com/watch?v=nsEW2LiLLxYL’idea è semplice e geniale al tempo stesso.  Pensate di trovarvi in un hotel, sprovvisto di bar, ma non voler rinunciare ad un buon aperitivo, oppure in volo per le vacanze e vogliate festeggiare con un negroni.  Tutto questo adesso è possibile grazie a NIO (needs ice only), i cocktail pronti da bere (aggiungendo ghiaccio, ovviamente). I  cocktail NIO sono perfetti per hotel, ristoranti, compagnie aeree, navi, catering, agenzie di eventi, wedding planner e in generale per tutte le aziende che possono personalizzare i NIO e trasformarlo in un gift e uno strumento di marketing e comunicazione. I prodotti usati sono di qualità (vermouth Cocchi, per esempio), e perfettamente dossati,…

  • Bubbles

    i 7 mari di Champagne

    Lo champagne, se si ha tempo per ascoltarlo, fa lo stesso rumore, nella sua schiuma e nelle sue bollicine, del mare sulla sabbia. Max Jacob poeta, scrittore Ogni anno attendiamo, con impazienza, giugno per l’ arrivo  dell estate e ormai, per  un  altro appuntamento imperdibile : Un mare di Champagne ad Alassio. Anche quest’anno si è svolto nell’ elegante cornice del Grand Hotel Diana, e per far fronte ai problemi di parcheggio  è stato possibile usufruire di una navetta gratuita  che dal porto accompagnava I visitatori direttamente all Hotel , dove aspettavano di essere assaggiate ben 200 etichette del prezioso vino francese.  Ma ancor prima di poter Stappare le bottiglie,…

  • Bartending,  Locali e Barmen

    Classic Cocktail Club, il raduno

    Tra storia, presente e futuro Verso la fine del 1994, Oscar Cavallera, Dorilio Maringoni e Franco Zingales decidono – a seguito di numerose sollecitazioni di amici barman dopo alcune “estemporanee” e, in alcuni casi, non gradite delibere dell’IBA (International Bartenders Association), di creare un “fans club” dedicato ai veri cocktail classici. Dopo innumerevoli riunioni si prese l’importante decisione di dar vita – in collaborazione con Bargiornale e, quindi, con il gruppo editoriale Agepe – al Classic Cocktail Club Oggi, nel 2019, i barmen “Jurassici” decidono di rivedersi, in memoria dello “Zio” Franco Zingales, per una serata in amicizia (come nello spirito del club, definito appunto “amicale” nello statuto. Un palco,…

  • Bubbles

    Lo Champagne ad Alassio

    non sente la crisi del settimo anno “un mare di Champagne”   Lo champagne, se si ha tempo per ascoltarlo, fa lo stesso rumore, nella sua schiuma e nelle sue bollicine, del mare sulla sabbia. Max Jacob scrittore, poeta #parlamidichampagne Un Mare di Champagne, l’evento dedicato al mondo dello Champagne, organizzato dal Consorzio Macramé DIRE FARE MANGIARE, si prepara alla sua VII edizione che avrà luogo ad Alassio domenica 16 e lunedì 17 giugno 2019. La città ligure sarà coinvolta in quello che ormai è diventato un appuntamento consolidato nel mondo dello Champagne. Professionisti, esperti, wine lovers convergono ad Alassio per degustare il Roi des Vins, declinato in tutte le…

  • Bubbles,  Senza categoria

    Vini con bolle, bollicine, bollone. In breve,

    di Edi Fantasma Qui l’articolo originale, da cui abbiamo “rubato” a piene mani. Un grazie particolare a Edi, che speriamo di rivedere presto Lo champagne aiuta la meraviglia. <img width="170" height="247" src="https://www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/Juliette_Adam_1836-1936_A.jpg" alt="" /> George Sand scrittrice e drammaturga francese <img width="960" height="722" src="https://www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/16196494-primer-plano-de-la-explosión-champán-1024x770.jpg" alt="" srcset="https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/16196494-primer-plano-de-la-explosión-champán.jpg?resize=1024%2C770&amp;ssl=1 1024w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/16196494-primer-plano-de-la-explosión-champán.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/16196494-primer-plano-de-la-explosión-champán.jpg?resize=768%2C577&amp;ssl=1 768w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/16196494-primer-plano-de-la-explosión-champán.jpg?resize=1140%2C857&amp;ssl=1 1140w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/16196494-primer-plano-de-la-explosión-champán.jpg?resize=600%2C451&amp;ssl=1 600w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/16196494-primer-plano-de-la-explosión-champán.jpg?w=1300&amp;ssl=1 1300w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /> <p style="text-align: center;">Vini con bolle, bollicine, bollone. In breve, molto in breve. Tutti i vini potrebbero essere dolci e/o con bollicine, da uva bianca i bianchi, da uva nera i rossi, i bianchi, i rosati il come e il perché di queste varianti in parte dati dalla natura…

  • Cocktails,  Senza categoria

    Sparkling cocktail

    Un amico senza umorismo è come lo champagne senza bollicine. Nadine de Rotschild Scrittrice Le bolle nel bicchiere Lunga tradizione, quella dei cocktail “sparkling”, cioè miscele con il vino spumante come interprete principale, che sia Champagne, prosecco o spumante di altro tipo. Al contrario del vino, che non ha mai veramente “sfondato” come ingredinte di cocktail (anche se ovviamente ne esistono, Sangria in primis), lo spumante, forse anche per la sua immagine legata alla festa ed all’allegria ha una lunga storia nei bicchieri dei cocktail bar. Cipriani ed il suo Bellini: La storia racconta di una mostra del pittore Giovanni Bellini, veneziano doc e protagonista del rinascimento, detto Gianbellino, e…

  • Cocktails,  Locali e Barmen

    Un higball per tutti

    Il mondo in un cocktail Non v'è nulla, senza dubbio, che calmi lo spirito come il rum e la vera religione. <img width="1160" height="653" src="https://www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/lord-byron-1160x653.jpg" alt="" srcset="https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/lord-byron-1160x653.jpg?resize=1160%2C653&amp;ssl=1 1160w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/lord-byron-1160x653.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/lord-byron-1160x653.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/lord-byron-1160x653.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/lord-byron-1160x653.jpg?resize=1140%2C642&amp;ssl=1 1140w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/lord-byron-1160x653.jpg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 1160px) 100vw, 1160px" /> Lord Byron Poeta <img width="167" height="300" src="https://www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/rum-clairin-communal_16995-167x300.jpg" alt="" srcset="https://i2.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/rum-clairin-communal_16995.jpg?resize=167%2C300&amp;ssl=1 167w, https://i2.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/rum-clairin-communal_16995.jpg?resize=569%2C1024&amp;ssl=1 569w, https://i2.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/rum-clairin-communal_16995.jpg?resize=600%2C1079&amp;ssl=1 600w, https://i2.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2019/03/rum-clairin-communal_16995.jpg?w=606&amp;ssl=1 606w" sizes="(max-width: 167px) 100vw, 167px" /> Nel "mare magnum" di internet possiamo trovare tutto, anzi troppo di tutto. Ma a saper cercare possiamo trovare anche la passione e la bellezza legate al lavoro di bartender. Per esempio Marguerite, lascia trasparire tutto l’amore che ha per questo mondo, che è si affascinante, ma…

  • Bartending,  Cocktails

    Food Pairing

    Mi sono messo a dieta: basta con l’alcool, niente abbuffate e così in quattordici giorni, ho già perso due settimane. Joe E. Lewis Comico Barmen e chef hanno, da qualche anno, una felice commistione. Abbiamo visto tecniche di cucina affermarsi con successo dietro i banchi bar, e drinks, solitamente serviti al bancone, finire , rielaborati , nei piatti dei ristoranti. Se c’è una buona sinergia tra chef e barman, può benissimi nascere una collaborazione, ed arrivare così al food pairing. Oviiamente l’abbinamento di cibo e vino è più facile ed usuale di un abbinamento di cibo e cocktail, ma quest’ultimo può essere piu  divertente e regalare un’esperienza aromatica sorprendente. Abbinare un drink “su…

  • Locali e Barmen

    Ape time

    nuova app per bartender, clienti e gestori   “Mi dispiace, ma il bar è chiuso. Vuole un drink mentre aspetta che venga aperto?” Wiet van Broeckhoven presentatore radio belga Il mondo del bartending è sempre piu attivo, in particolare nel mondo virtule e sui social. Ed è in questo campo che si muove, agevolmente “APETIME”, che possiamo trovare su facebookcome gruppo apetime, o con la pagina, oppure direttamente al sito https://www.apetime.com/ La novità di cui vogliamo parlare è la nuova app creata ApeTime: è un’applicazione dedicata al mondo dei locali che offrono aperitivi, cocktail ed eventi nelle vicinanze, come ad esempio bar, cocktail bar, pub, discoteche, american bar, disco bar, enoteche, lounge bar…

  • Cocktails

    BRONX

    L’importante è il ritmo. Usa sempre il ritmo quando prepari un drink. Ora, un Manhattan devi mescolarlo a tempo di foxtrot, un Bronx va shakerato al tempo di un Two-Step, ma un Dry Martini va sempre preparato a ritmo di valzer. Nick Charles William Powell COCKTAIL DA FILM La paternità del cocktail è ovviamente divisa, in varie storie. La prima cosa da notare è l’uso del succo di arancia, unito al vermouth, che fino ad allora non era propio tabù, ma sicuramente poco utilizzato. Esisteva, prima della nascita del Bronx un cocktail chiamato “Duplex”. Questo cocktail era composto da parti uguali di Vermouth italiano e francese, shakerato con un po’ di succo d’arancia, o…

  • Libri

    Quasi quasi me la bevo

    Il lavoro è la maledizione della classe bevitrice Oscar Wilde Scrittore Come preparare un cocktail perfetto aspettando il domani Questo libro è stato pubblicato nel 2012, ma risulta ancora piacevole e scorrevole. I cocktail raccontati con garbo e precisone appartengono tutti alla categoria dei “classici”, con curiosità ed aneddoti di contorno. Non mancano alcune “polibibite” ed il manifesto della cucina futurista, citazioni che vanno da Jerry Thomas: come regola generale, il ghiaccio va utilizzato tritato quando il liquore ha nel drink una dose preponderante e non è prevista l’aggiunta di acqua Jerry Thomas bartender a Dale “king cocktail” Degroff ho sentito voci non confermate di una donnadi nome Cheryl Cook…

  • Spirits

    Di Wine,

    I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti. Salvador Dalì Artista Dalla toscana, terra di artisti ed inventori, arriva l’antica ricetta di famiglia di questo “vino aromatizzato”.   Fu dimenticata fino a quando il bis-nipote Gabriele Giotti, la ritrovò nei vecchi registri di cantina Dì Wine è una ricetta brevettata che inizia con un vino in stile chianti. Utilizzando un processo meticoloso e naturale, il vino viene aromatizzato con agrumi freschi e bacche di vaniglia del Madagascar, senza coloranti ne conservanti o sapori artificiali. Viene poi fortificato per ottenere un corpo pieno e una finitura amabile. <img width="525" height="700" src="https://www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2018/12/09072583-6021-4a83-985c-a3170c1f1cbd-654x872-654x872.jpg" alt="" srcset="https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2018/12/09072583-6021-4a83-985c-a3170c1f1cbd-654x872-654x872.jpg?resize=654%2C872&amp;ssl=1 654w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2018/12/09072583-6021-4a83-985c-a3170c1f1cbd-654x872-654x872.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2018/12/09072583-6021-4a83-985c-a3170c1f1cbd-654x872-654x872.jpg?resize=600%2C800&amp;ssl=1 600w, https://i1.wp.com/www.cybartender.it/wordpressblog/wp-content/uploads/2018/12/09072583-6021-4a83-985c-a3170c1f1cbd-654x872-654x872.jpg?resize=350%2C467&amp;ssl=1 350w" sizes="100vw" />…

  • Cocktails

    Gibson

    Nessun animale ha mai inventato una cosa brutta come l’ubriachezza o bella come un drink. Gilbert Keith Chesterton Scrittore Cocktail da film Non ha mai ricevuto un oscar o una nomination, ma ha sicuramente un posto d’onore ad Hollywood. Compare infatti in svariate pellicole, ed addirittura in due  dei 100 film americani dell’American Film Institute.  Ad esempio un elegantissimo Cary Grant lo sorseggia in Intrigo internazionale (“north by northwest” 1959 di Alfred Hitchcock), mentre una bellisima  Eva Marie Saint gli rivela che: “Non parlo mai d’amore a stomaco vuoto” (anche se pare che prima della censura fosse: “non faccio mai l’amore a stomaco vuoto”)https://www.youtube.com/watch?v=Qu6UY5It9lE Gibson Girl Diverse, come spesso accade, le attribuzioni di paternità del drink:…

  • Cocktails

    Italian Countrypolitan

    Pic. Antonella Bozzini bargiornale Italian Countrypolitan Shaker 3 cl Ratafià di Mirtilli Bordiga4 cl.  Vodka vkl1,5 cl Maraschino Luxardo1,5 cl Succo di limone  Shaker con ghiaccio,coppetta  Guarnire con Mirtilli freschi e scorza di limoneUna versione tutta italiana del cosmoplotan. Ingredienti di qualità per un cocktail creato per il drink team di bargiornale, e che compare nella stupenda app che si shakera  La scelta del ratafià di mirtilli Bordiga è data dall’estrema freschezza e dal sapore intenso,quasi fosse un succo appena spremuto. Bordiga è una azienda che seguo e i cui prodotti utilizzo spesso, in quanto ritengo che la qualità sia decisamente importante.  Lo stesso discorso vale per la vodka Vka,la cui aromaticità dona un tocco in più…

  • Spirits

    La French, vodka dal tocco francese

    „Ho già finito la mia vodka ghiacciata | e brindo a lei, che non è più ritornata.“ Enrico Ruggeri Cantante L’abbiamo conosciuta al MICS (Monaco International Clubbing Show) di Montecarlo, e ci è piaciuta subito…forte, elegante, sexy, perfettamente a suo agio nel jet set internazionale.  E’ nata in Francia ma ha residenza a Londra. D’altra parte è cosmopolita.. No, non è una donna, è una vodka.  Con la sua reputazione per il vino ed il Cognac, è facile dimenticare che la Francia produce alcune delle più eleganti Vodka  La French Vodka è una Vodka Premium,si distingue per la sua ricetta unica, creata a Cognac; una città il cui prestigio globale è noto. Questa…

  • Spirits

    Cent’anni di…dolcezza

    “Le cose hanno vita propria, si tratta soltanto di risvegliargli l’anima.” (cent’anni di solitudine) Gacriel Garcia Marquez Designer La location è di lusso, Rapallo è li fuori, con il suo porto che illumina la baia. La giornata l’abbiamo passata sotto il tiepido sole di questo inizio di autunno, che di autunno ancora non ha niente, sul mare di Portofino. La compagnia è piacevole, tra nuovi e vecchi amici. La magia della serata continua con una scoperta (da parte mia), di una dolcezza che ben si accompagna alle chiacchiere ed alle risate. Confesso di non aver mai provato il Grand Marnier Centenaire. La storia di Grand Marnier® inizia nel 1827 quando…

  • Cocktails

    Memento

    “Memento audere semper” (ricordati di osare sempre) Gabriele D’Annunzio Scrittore, poeta… E’ quello che deve aver pensato Eugenio Muraro, passando dalle energie rinnovabili alla creazione di una bevanda, innovativa ma con le radici nella storia. La distillazione delle acque aromatiche non è sicuramente cosa di oggi, ma fino ad ora (oltre all’acquq di rose o fiori d’arancio) nessuno ci aveva pensato. Tralasciando la pur interessante storia (che potete trovare sul web), che parte da un corso aibes, da chi si occupava di faccende molto diverse, cerchiamo di capire l’utilizzo che si può fare di questo interessante prodotto. Memento La bottiglia non sfigura di certo in mezzo ad altre di alcolici…

  • Cocktails

    Spritz: amore e odio

    Niente fa apparire una donna piu’ carina che tre cocktail dentro un uomo. (Leopold Fechtner) Lo Spritz parla tedesco Sembra esserci lo zampino dei soldati austriaci nella nascita del drink attualmente (probabilmente) piu bevuto nel mondo. La leggenda narra che a fine 700, inizio 800 , il veneto sotto il dominio asburgico, fosse ovviamente popolata da soldati austriaci, che trovando un pò troppo forti i vini locali, li facessero allungare con acqua gassata. Spritzen in tedesco significa “spruzzare” Quini tutto cominciò con del vino bianco (presumibilmente fermo), allugato con acqua gassata, che venne poi sostituita con il seltz ad inizio 900, con l’arrivo dei sifon del seltz Poi qualcuno ebbe…

  • Locali e Barmen

    10 cose che un barman deve avere

    ( non necessariamente in quest’ordine) 1. Attrezzatura: imprescindibile. Ovviamente la troviamo sul posto di lavoro, ma vuoi mettere la tua ‘valigetta’ professionale, con gli attrezzi scelti uno per uno, usati per le prove dei cocktail o per le ‘serate’ e le guest? Molto professionale e, diciamolo, molto figo, presentarsi con lo shaker dorato, o vintage e il barspoon lungo un metro e mezzo 2. Stile. Sarebbe bello che ognuno avesse il suo. Ci siamo (quasi) liberati dei Mixology hipster, si vedono ancora in giro bretelle e baffi impomatati, ma tutto sommato meglio di qualche anno fa. Quando ogni barman deciderà di mettere un po’ di sé stesso in quello che…

  • Cocktails

    L’app che si shakera

    Le ricette dei drink, i cocktail bar, le novità: il meglio della bar industry italiana in una App da shakerare e consultare. Le ricette dei migliori bartender italiani e stranieri. I cocktail bar italiani più votati dagli esperti, gli eventi italiani e stranieri, le ultimissime novità dal mondo degli spirit. Sono i principali contenuti di Bargiornale Cocktail Pro, la nuova App lanciata da Bargiornale per bartender e cocktail lover. Uno strumento unico per chi vuole conoscere, ispirarsi, innovare, sperimentare nel mondo della mixability. Vi mettiamo in tasca una bussola capace di fornirvi ispirazioni, notizie, idee e indicazioni. Un’enciclopedia del meglio del bere miscelato italiano e non. Che aspetta le vostre…

  • Spirits

    Paul John, il whisky indiano

    Troppo di tutto è male, ma troppo buon whisky è appena sufficiente. (Mark Twain) Il whisky che arriva dal caldo Uno dei distillati più nobili che possiamo trovare nella nostra bottigliera è certamente il whisky. Fu San Patrizio che di ritorno da uno dei suoi viaggi di evangelizzazione in Terra Santa portò in Irlanda un alambicco e la conoscenza dell’arte della distillazione. Già nel V secolo D.C., qui cominciò la produzione di un distillato che possiamo pensare essere un lontano antenato del whisky che conosciamo oggi. Nato in Irlanda, divenne però famoso in Scozia, poi negli Stati Uniti e in Canada, fino ad arrivare in Giappone, grazie a Masataka Taketsuru.…

  • Locali e Barmen

    Italian Bartending Style

    I barmen sono gli aristocratici della classe lavoratrice Doug Coughlin (Brian Brown, nel film cocktail) I bartender italiani nel mondo. Lezione di stile Partiamo da Londra (ma ovviamente non è il solo posto), se entri in un bar internazionale, la probabilità di incontrare un barman italiano è piuttosto alta. Sembra che ovunque tu vada, invece di sentire un “Hello”, avrai un “Ciao”, e invece di un “Thank’you”, sentirai un “Grazie”. Perché? Perché la maggior parte dei grandi  bar team sembrano avere italiani a capo? E chi sono? La nostra storia comincia indietro nel tempo, l’Italia è una nazione ricca di vini e liquori, e questo dovrebbe essere un primo indizio.…

  • Spirits

    1494…e whisky fu

    Il 1 ° giugno 1494, i Rotoli di Exchequer di James IV of Scotland registrano la concessione di malto a un monaco per fare “acquavite” in quella che è considerata la prima menzione registrata di whisky – o almeno di distillazione – nella storia scozzese. I rotoli di Exchequer dei re medievali erano i registri delle entrate e delle spese reali e per coloro che sono interessati alle bevande sono spesso pieni di riferimenti talvolta allettanti e talvolta molto dettagliati al vino, alla birra e, in seguito, agli spiriti. La voce in questione in questo caso registra:  “To Friar John Cor, by order of the King, to make aqua vitae VIII bolls of…

  • Bartending,  Cocktails,  Locali e Barmen

    I cocktail da rottamare

    Secondo i barmen… (articolo originale qui: https://www.huffingtonpost.com) I grandi bartender sanno che il miglior drink è quello che vuole il cliente, ma questo non significa che quegli stessi bartender non possano possedere un odio irrazionale verso tazze di rame e bevande energetiche. Sia perché un cocktail è passato di moda o non è mai stato un buono dall’inizio, alcune bevande sono semplicemente sopravvissute ad alcuni menu. Per scoprire quali attirano di più l’ira degli addetti al settore, abbiamo chiesto ad alcuni dei barmen più rispettati della nazione di dirci le bevande che vorrebbero vedere in pensione. Moscow Mule “Un cocktail che mi piacerebbe vedere distrutto direttamente al pascolo è il Moscow mule,…

  • Bartending,  Libri,  Locali e Barmen

    Un safari…tra i cocktail

    Cocktail Safari un viaggio avventuroso nella stori di 70 cocktail. Stefano Nincevich, per gli operatori del settore, non ha bisogno di presentazioni. Degno erede dello “zio” Franco Zingales all’interno di bargiornale, è diventato, nel tempo, il punto di riferimento per i barmen italiani. Come è giusto che sia, ha pubblicato un bel libro dedicato al mondo del bere miscelato, e l’ha fatto in maniera originale. Grazie alle illustrazioni, mai scontate, di Andy Fluon ed ai racconti, a volte leggendari, sulle storie dei cocktail, ci ha regalato un libro fresco e piacevole, ideale per l’estate, in cui si può prendere e lasciare, per poi ritrovarlo e. volendo partire da altri cocktail.…

  • Bartending,  Libri,  Locali e Barmen

    Dalla cocktail art al low alcool

    Cocktail low alcool Se il mondo del food è stato teatro di evoluzioni inaspettate in tempi recenti, quello dei drink non è certo da meno. I cocktail a basso tenore alcolico ne sono la prova. Il mutamento da semplice tendenza a nuova realtà è avvenuto a tempo da record, complice una serie di cambiamenti socio-culturali non indifferenti: dalla costante ricerca di benessere legata alla salute, alla legislazione più severa per chi guida in stato di ebrezza. Pioniere del movimento low alcool in Italia, Diego Ferrari ha saputo trasformare un’apparente limitazione in una grande opportunità. Cogliendo la sfida di creare una carta per un locale che può offrire solo cocktail di…

  • Bubbles,  Eventi

    Il ritorno dello Champagne

    Lo Champagne in Liguria Torna ad Alassio, in una nuova location, la fortunata manifestazione: “Un mare di Champagne” l’evento dedicato al mondo dello Champagne che si terrà ad Alassio il 17 e 18 giugno 2018, al Diana grand hotel di Alassio Più di 50 Maison, 150 etichette in degustazione, seminari di approfondimento, libri e ospiti internazionali saranno accolti nella splendida cornice della Sun Terrace del Diana Grand Hotel di Alassio   . L’evento sarà inaugurato la sera del 17 giugno con la CHAMPAGNE GALA NIGHT, un momento di alta cucina dove gli chef stellati Massimo Camia, Matias Perdomo, Andrea Ribaldone e Giuseppe Ricchebuono realizzeranno un menù particolare che vedrà come protagonista lo Champagne. Lo Champagne : i l…

  • Cocktails,  Libri

    3 ingredient cocktails

    (articolo di Gaz Regan) l libro di Robert Simonson, “3 Ingredient Cocktails”, è uno dei libri più importanti al mondo per i cocktails. Lasciatemi spiegare Frequento spesso barman che fanno incredibili nuovi cocktail usando , nebbie, schiume, trattini e un arazzo di ingredienti che, quando si incontrano in armonia, mostrano abilità artistiche e una profonda conoscenza del mestiere di mixology. Eppure molti baristi oggi dimenticano che non tutti i capolavori richiedono una trapunta patchwork per mostrare la loro maestria. Spesso, solo tre ingredienti fanno il trucco. E questi, quando si tratta di questo, di solito sono i miei drinks preferiti. In un recente “Cocktails in the Country Retreat” nella Hudson…

  • Bartending,  Spirits

    Russian standard vodka

    Questo è un distillato che mi “tocca”particolarmente.Sarà stata l’esperienza di lavoro a Mosca, contatti e frequntazioni con russi , anche in tempi non sospetti,la mia appartenenza, per un pò, all’associazione dei barman russi (B.A.R.) sarà l’alta qualità che ha raggiunto negli ultimi anni la produzione della vodka. Qualunque sia la ragione,questo rimane il mio distillato preferito (alla faccia di speackeasy e distilati modaioli). Pura, fredda, secca. Queste le peculiarità che me la fanno amare. Ma tra tutte, ce ne sono alcune che aprezzo paricolarmente, la prima è sicuramente la Russian Standard Strana la soria di questa vodka. In origine Russian Standard è il nome di una banca privata russa. Il propietario, Roustam Tariko*, grazie ai suoi affari è spesso e volentieri in giro per il mondo (con il suo jet privato, of course…) Ad un certo punto si chiede perchè lui, russo e benestante, deve bere in vari posti del mondo , delle vodke di…

  • Bartending,  Spirits

    Our Vodka

    Our/new YorkLa prima distilleria a Manhattan dai tempi del proibizionismo. Anche se le distillerie di Brooklyn e di Long Island hanno fatto distillati locali per qualche tempo,Our / New York sarà la prima distilleria a Manhattan dai tempi del proibizionismo . L’alambicco di rame, si trova dietro l’ampio bar, come un visitatore metallico arrivato dallo spazio. Il progetto di questa piccola distilleria fa parte di un programma piu ampio di OUR/VODKA, che vede altre distillerie simili in città come Amsterdam, Berlino, Detroit, Londra e Los Angeles. Ognuna di queste micro disillerie produce un distillato con delle differenze dovute alla diversità dell’acqua utilizzata. Ne esiste anche una versione di prova a 50 gradi,…

  • Bubbles

    Champagne ad Alassio

    UN MARE DI CHAMPAGNE ALASSIO – 17 E 18 GIUGNO VI EDIZIONE Un nuovo format per l’evento italiano interamente dedicato allo Champagne #parlamidichampagne Diana Grand Hotel & Resort Via Garibaldi, 110 – Alassio (SV) “Che cosa disse Dom Perignon ai confratelli dopo aver inventato lo champagne? … Venite qui in fretta, sto degustando le stelle”. (John Green) E sotto il cielo di Alassio domenica 17 e lunedì 18 giugno saranno tante le stelle dello Champagne che prenderanno parte alla kermesse “Un Mare di Champagne”. Giunto alla sua VI edizione l’evento dedicato al Roi des Vins si riconferma uno degli appuntamenti più attesi e partecipati nel mondo delle bollicine. Due giorni…

  • Bubbles

    Lo Champagne che viene dal cuore

    bollicine d’autore Si capisce subito quando una persona ama quello che fa. Lo si capisce da come ne parla, da come ascolta i giudizi, da come cerchi sempre di migliorare. E dal risultato del suo lavoro. Io l’ho capito anni fa, quando l’ho conosciuta ad una fiera a Rimini, che Florence Guyot amava lo Champagne ed il suo lavoro. Allora lo vendeva (e lo vendeva bene), oggi lo produce e lo fa ancora meglio. Figlia d’arte (suo padre, grande persona che ricordo sempre con affetto, commerciava in vini e liquori) le ha trasmesso l’amore per il buo gusto e per l’Italia (non a caso la mamma è italiana). Perennemente in…

  • Cocktails

    LaVeuve en Rose

    Un cocktail per l’estate due prodotti italiani, il bitter Gagliardo ed il gin Rivo, per un aperitivo dal gusto classico con profumi inediti, il profumo della rosa e del timo. La freschezza del pompelmo rosa completa la gamma dei sapori. La Veuve en Rose 4cl. Gin Rivo 3cl. Bitter Gagliardo 1cl. Acqua di rose 2cl. Sciroppo di timo homemade 2 cl. Pompelmo rosa Shaker con ghiaccio, double strain in coppetta Ghiacciata. Guarnire con scorza di pompelmo e ramoscello di timo.  Da sorseggiare comodamente seduti sotto l’ombrellone, guardando un tramonto sul mare. Ma anche per una pausa in città, in compagnia degli amici.

  • Locali e Barmen

    Harry’s bar di Firenze

    Bere bene… Dove si beve bene? Cominciamo un tour tra i locali che vale la pena di vedere. E cominciamo bene visto che partiamo con il nostro giro (aimé virtuale), dall’Harry’s bar di Firenze Ad accompagnarci, un amico d’eccezione : il bar manager Thomas Martini (nome omen…) Il locale apre le porte al pubblico a dicembre del 1953 , per mano di Enrico Mariotti barman di fama internazionale, tra i primi soci di aibes e grande amico di Cipriani. Dopo 20 anni alla guida del bar del vicino grand hotel Excelsior, centro nevralgico della Firenze bene, Mariotti decide di mettersi in propio e chiede consiglio all’amico Giuseppe Cipriani. Una volta…

  • Bartending,  Cocktails,  Locali e Barmen

    Cannucce in plastica? No, grazie

    “Una cannuccia di plastica si usa per 20 minuti mentre per smaltirla occorrono 500 anni”. È questo il messaggio della campagna che l’organizzazione ambientalista Marevivo sta promuovendo(con gli hashtag dedicati #Ecocannucce #StrawFree) per combattere l’utilizzo della plastica monouso. Nel mondo si utilizzano di un miliardo di cannucce di plastica al giorno (la metà circa negli Stati Uniti). In Europa è disponibile il dato di Londra dove si arriva a circa 2 miliardi l’anno. Purtroppo molte di queste cannucce usate soltanto una volta per pochi minuti, poi finiscono in mare, dove restano per centinaia di anni, sminuzzandosi in pezzi sempre più piccoli che vengono ingeriti dai pesci per poi entrare nella…

  • Bartending,  Cocktails,  Eventi

    Mo.Ny – Monaco-New York

    Montecarlo e New York, due posti da sogno, due luoghi che nell’immaginario collettivo sono simboli, ognuno a modo suo, di “bien vivre” , lusso, divertimento. Da oggi sono accomunati da un cocktail creato a quattro mani da due bartender che operano in queste due città incredibili. Il tutto legato, anche nella ricetta, dalla creatività e dal gusto italiano. Ma andiamo con ordine… Salvatore Tafuri, valente barman siciliano, che opera al “Top of the standard”di New york, nonchè brand ambassador per amaro Montenegro, ed esponente di spicco della nuova mixability negli States (non a caso è spesso invitato agli eventi di maggior spicco), e Luca Coslovich, attualmente in forza al casino…

  • Bartending,  Cocktails,  Spirits

    BORDIGA, UNA STORIA ITALIANA

    A Cuneo e nelle vallate Occitane Bordiga è da sempre sinonimo di liquori:  da quasi 130 anni la distilleria è il riferimento per genepy, vermouth ed amari. Abbiamo avuto la fortuna di assaggiare i gin Bordiga in occasione del gin day di Milano La storia inizia però a Torino nella seconda metà dell’Ottocento, dove il cav. Pietro Bordiga aveva un piccolo e famoso bar frequentato da illustri personaggi dell’epoca. Forte delle sue conoscenze in erboristeria e delle tecniche di estrazione degli oli essenziali, decide di aprire una distilleria: sceglie una città di montagna dove sia più semplice trovare le erbe per le sue creazioni. Cuneo è il luogo ideale: in mezzo alle Alpi ed insieme ben collegata al capoluogo. Il primo stabilimento è in piazza del Seminario, in pieno centro, e pochi anni dopo si sposta sulla strada che porta ai monti, in via Valle Maira, sede ancora oggi della produzione Bordiga. Nel corso degli anni l’azienda è cresciuta nelle tecnologie  e nella capacità produttiva, ma ben poco è cambiato nella distillazione e nel metodo di lavoro. Ancora oggi in Bordiga si usa l’alambicco a fuoco di legna, ancora oggi i mastri distillatori controllano personalmente le erbe portate la sera dai raccoglitori manuali e la produzione risente come una volta delle stagioni e del clima. In Bordiga le cose si fanno ancora per passione, amando la natura senza forzarla, cercando solo il buono e l’eccellenza, in ogni distillato. Per fare un buon liquore, che soddisfi il palato, il corpo e la mente si deve innanzitutto partire dalle erbe migliori, dallo zucchero più fine e dall’alcol più puro, insieme all’acqua limpida delle Alpi ed alla loro sapiente unione. Più di un secolo di storia ed il lavoro di quattro generazioni di Bordiga hanno insegnato che la cura delle lavorazioni e le sperimentate metodologie non bastano per ottenere una bevanda che sia veramente ottima: ci vuole la passione nel proprio lavoro e la voglia di valorizzare la terra nella quale si vive ed i suoi frutti. Da sempre i Bordiga hanno posto alla base delle loro produzioni la moltitudine di erbe,  fiori, radici e piante che le montagne e le valli del cuneese mettevano a disposizione, dando vita nel corso degli anni ad una gamma di prodotti che racchiudono tutti i profumi, gli aromi e le fragranze alpine. Riscoprendo e reinventando le antiche ricette popolari, unendo l’amore per il proprio lavoro e la conoscenza del gusto e delle proprietà delle varie piante officinali e medicinali, sono oggi in grado di proporre liquori che coniugano un sapore antico alla genuinità delle lavorazioni artigianali. La produzione e l’imbottigliamento avvengono tutte nello stabilimento di Cuneo, dove si opera ancora con alambicchi tradizionali e con il metodo a “bagno maria”, l’unico in grado di mantenere nel prodotto finito intatte le peculiarità delle erbe dalle quali deriva. Le tempistiche e le modalità sono quelle di un secolo fa, dettate dall’esigenza di ottenere liquori di elevata qualità e di gusto ottimo, sposate oggi ad un assoluta cura dell’igiene ed al rispetto delle normative europee. Le lavorazioni avvengono infatti nello stabilimento adeguato alle norme HCCP in serbatoidi acciaio. Decine di erbe concorrono a far assumere ad un liquore le sue caratteristiche organolettiche, di ognuna di esse bisogna conoscere le peculiarità, le proprietà medicinali e i modi appropriati per trarne il massimo. Ognuna di esse richiede che i produttori vengano selezionati e di ognuna bisogna accertarsi della provenienza e delle zone di coltivazione o raccolta. Per questo la Bordiga intrattiene da anni stretti rapporti con i montanari delle valli cuneesi, che sono stati spesso seguiti ed indirizzati nelle coltivazioni di terre altrimenti destinate all’abbandono e che oggi rappresentano l’orgoglio della  produzione di piante officinali piemontese in generale e della  provincia di Cuneo  in particolare. Il Genepy, per esempio, che rappresenta l’elemento principale di uno dei più famosi liquori Bordiga, viene coltivato secondo metodologie del tutto naturali nei terreni montani delle valli Maira e Varaita e posto dagli stessi montanari ad essiccare all’ombra nelle baite, per essere successivamente portato nella fabbrica e posto in infusione. Oppure gli amari, frutto della sapiente unione di decine di erbe locali con essenze provenienti dal lontano oriente, come la china, od ancora i ratafià, liquori tradizionali della campagna, prodotti con una metodologia insieme semplice e delicata con frutta proveniente esclusivamente dalle rinomate piantagioni cuneesi, accuratamente selezionata e mondata dalle impurità. Il liquore che se ne ottiene è adatto a tutte le occasioni, ottimo per guarnire gelati o per rinfrescare le calde giornate estive. La cura posta nella produzione richiede che la conservazione e l’estrazione delle essenze avvenga con metodi rigorosi, seguendo regole che sono andate via via affinandosie migliorando negli anni, e che permettono oggi alla Bordiga di trasferire nelle bevande tutte le caratteristiche organolettiche che le rendono uniche ed inimitabili. Una frase cara ai Bordiga dice che loro fanno i liquori “partendo dall’erba”, convinti che solo così si possano preservare e sottolineare quei sapori tipici ed inconfondibili delle valli alpine. Sapori antichi, che la quarta generazione di Bordiga, animata dallo stesso spirito del fondatore, ha portato nel terzo millennio, certa che le tradizioni e l’amore per il proprio lavoro possano sposarsi alla tecnologia ed al progresso, unendo il passato con il futuro.  Gin Bordiga Dry è uno dei pochissimi gin Small Batch interamente italiani, distillato in quantità limitate con l’alambicco di rame a fuoco di legna. Viene prodotto usando bacche di ginepro provenienti dalle Alpi Marittime. La particolarità del clima di questa zona alpina, in cui l’aria del mare incontra la montagna, conferisce alle botaniche una concentrazione elevatissima di olii essenziali, con caratteristiche organolettiche uniche e straordinarie. Quando la bacca rude del ginepro incontra la dolcezza della regina dei fiori, nasce il Gin Rosa, un mix straordinario di sapori e profumi. Accanto alle botaniche del Gin Bordiga, Rosa ha anche un finissimo distillato di boccioli di rosa, di cui assume il profumo e la caratteristica e delicata colorazione.  Smoke è una pregiata variazione dal retrogusto affumicato. Come tante cose  eccellenti nasce da un caso, da una partita di bacche di ginepro affumicate (”stubà” in dialetto occitano) per errore vicino ad una carbonaia . I Mastri Distillatori Bordiga le hanno utilizzate quasi per gioco, scoprendo così un inatteso e straordinario sapore. Bordiga produce il Vermouth dalla fine dell’Ottocento, sempre con la stessa ricetta di quando è nato. Oggi il Vermouth Bianco torna con l’etichetta originale disegnata a mano della sua prima versione, orgoglio di un gusto e di uno stile che fanno scuola da oltre cento anni. 18% Vol. – cl 75 Vermouth di Torino Extra Dry Il suo pallido colore naturale, il gusto tradizionalmente secco dalla punta amara, il bouquet intenso e persistente sono il prodotto di questa storica ricetta che esalta le infusioni di erbe aromatiche e spezie armoniosamente miscelate con il vino. 18% Vol. – cl. 75 Vermouth di Torino rosso Bordiga ha creato il primo vermouth nell’anno della sua nascita, il 1888,…

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    IL MARTINI PERFETTO

    Il Martini è sicuramente “Il Cocktail!” Abbiamo trovato questo articolo su Internet che ci sembrava interessante. Poteteleggere originale (in inglese, di Emma Cooke ) a questo indirizzo: https://www.buzzfeed.com/emmacooke24/shaken-not-stirred?utm_term=.glx2x6zxw#.deeaQAyQo Il Martini: Esiste un drink piu “affabile”? Io credo di no   Ma per un drink con solo due ingredienti, ci sono molti modi per farlo Shakerato o mescolato? Gin o vodka? Oliva o limone? Dirty o normale? Ci sono un sacco di variazionie opinioni diverse su questo Abbiamo chiesto a Jared Brown, mastro distillatore di Sipsmith gin, co-autore di “Shaken not styrred: una celebrazione del Martini”, esperto a tutto tondo di Martini,  i suoi suggerimenti: 1. Il classico Martini è fatto con il gin,…

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    VODKA BELUGA

    Il lusso di bere bene Torno a parlare di Vodka (con la V maiuscola), dopo aver effettuato una serie di assggi di Vodka Beluga a Nizza. Grazie alla brand ambassador Katerina Tsokolenko, che ci ha dato la possibilità di conoscere meglio la gamma di Vodka dello storione. Innanzitutto perchè dare ad una Vodka il nome di un pesce? In primis perchè non è un pesce qualunque, ma uno storione che produce il miglior caviale in commercio, e poi perchò, come il pesce in questione, ha bisogno di tempi lunghi per poter dare il megio di sè, con risultati eccezionali.     La Vodka Beluga è prodotta da JSC Synergy, uno dei colossi russi del settore delle bevande alcoliche nonché terzo produttore di Vodka al mondo. Distillata per la prima volta nel 2002, Beluga è diventata in breve tempo leader del segmento Super Premium –Ultra Premium; sui mercati occidentali è presente a partire dal 2009, ed è oggi venduta in oltre 50 Paesi del mondo.   La gamma beluga è composta da varie tipologie:   VODKA  BELUGA  NOBLE Un distillato che definire “base” è estremamente riduttivo. La piu adatta ad essere miscelata, passa trenta giorni di affinamento (moltissimi per una Vodka) prima di essere messa in commercio. Prodotta da cereali russi maltati di alta qualità, viene controllata in ogni fase della distilazione. Distillazione multipla in alambicchi continui, rettificazione in cinque passaggi, filtrazione in due passaggi su carbone attivo di betulla. Ne risulta un Bouquet fresco, in cui spiccano fragranti accenni floreali e note di cereali.   VODKA  BELUGA TRANSATLANTIC Prodotta in onore della squadra di vela Russa,ha una particolarità che la differenzia dalle altre Vodke Beluga: nel processo di filtrazione, il distillato passa attraverso un filtro di cotone naturale. Il processo di affinamento, che in questo caso passa a 45 giorni, lo rende un prodotto con un gusto delicato.   VODKA  BELUGA ALLURE Un pakaging alla moda caratterizza questa Vodka dedicata alla squadra nazionale russa di polo. Due mesi di riposo, per un distillato che regala sentori di frutti rossi, gusto morbido ed avvolgente. Per questa (e per tutte le altre Vodke Beluga) nessun additivo di sintesi, solo naturali. Cinque distillazioni e tre filtrazioni ci regalano un distillato pulito e rotondo.   VODKA  BELUGA GOLD LINE Ed arriviamo al top di gamma (da noi degustato con accompagnamento di caviale Beluga…). La GOLD LINE aspetta 90 giorn i (tre mesi!!!) prima di essere messa in commercio, una lavorazione complicata che ci dona una Vodka incredibile: Solo fermenti e additivi naturali, nessun additivo di sintesi. Controlli di qualità ad ogni fase della lavorazione,distillazione multipla in alambicchi continui, rettificazione in cinque passaggi, filtrazione in tre passaggi su carbone attivo di betulla, ulteriore filtrazione su quarzo. Per finire bottiglie numerate,assemblate interamente a mano, con astuccio in pelle e con dotazione di un martelletto (per rompere il sigillo di cera sul tappo) e di una spazzola in setole di tasso (per rimuovere i frammenti del sigillo). L’etichetta è metallica, con uno storione tridimensionale fissato a essa.     Un consiglio per bere la Vodka di qualità: non ghiacciata,  ma fresca (come per i vini), a seconda della complessità.  Così cone sarebbe un peccato bere un barolo freddo,  è altresì un orrore raffreddare troppo Vodke di pregio.  Seppur non prepotenti, come può essere per rum o tequila,  ci sono aromi e profumi nella Vodka che verrebbero coperti dal freddo.  Altro consiglio, la Vodka di qualità (quella non di qualità non va  neanche presa in considerazione) va degustata.  Se beviamo qualcosa di buono è sempre bene assaporarlo, i chupiti lasciamoli ai bar di quart’ordine che servono alcolici di dubbia provenienza a prezzi bassi. Lasciamoci avvolgere dal gusto, ne guadagneremo in piacere e   soprattutto in salute Infine una sorpresa: due nuovi prodotti a marchio Beluga non ancora in commercio: BELUGA HUNTING BITTERS, prodotti nel cuore della siberia dai maestri distillatori di Beluga   HUNTING BERRY: include una serie di frutti rossi e spezie (anice, cannella ed altre). Tutte le erbe, i frutti e le spezie vengono macerate separatamente, in piccoli gruppi, per accentuarne gli aromi. Solo alla fine la complicata opera di “blending” per creare due prodotti dai gusti e profumi bilanciati. La gradazione alcolica è di 38 gradi. HUNTING HERBAL: l’acqua dei pozzi artesiani e l’alcool maltato,uniti ad una ricca selezione di erbe e ad una lavorazione attenta e complicata, rendono giustizia ad un “bitter” a 40 gradi ricco di profumi. Si consiglia di bere questi due prodotti ben freddi, oppure come base per cocktail, che godranno dei profumi di questi due prodotti. La Vodka Beluga è prodotta da JSC Synergy, uno dei colossi russi del settore delle bevande alcoliche nonché terzo produttore di Vodka al mondo. Distillata per la prima volta nel 2002, Beluga è diventata in breve tempo leader del segmento Super Premium –Ultra Premium; sui mercati occidentali è presente a partire dal 2009, ed è oggi venduta in oltre 50 Paesi del mondo. http://vodka-beluga.com/ Distribuita in Italia dai fratelli Rinaldi          

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    SHERED

    Bourbon (infuso con Lapsang suchong tea) Pesca Lime Bitter O redhead…perchè Lei è rossa. La dolcezza degli stati del sud (Stati Uniti ovviamente),legata all’affumicatura, non solo delle botti, come si usa fare da quelle parti,ma anche dell’esotico Lapsang Suchong tea. Lei non è americana, ma ha molto a che fare con le miscele di the, erbe ed infusi vari. La pesca, matura al punto giusto, profumata e gustosa. Come per il Bellini è preferibile quella bianca, che si trova d’estate. Non frullata, per carità! La pesca va “pressata” delicatamente con l’aiuto di un colino, in modo che non si riempia d’aria e che il colore della buccia vada a mischiarsi con quello della polpa. Il succo di lime serve ad equilibrare , perchè dolce va bene, ma nel giusto limite. E per finire il bitter. Io ho scelto il bitter rouge, che aprezzo per la varietà di profumi. Il punto di amaro che non guasta,anzi. E perchè un pò di rosso ce lo voglio mettere anche io, che diamine. E stasera lo gusteremo insieme… Ma non vi dico come e dove

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    ROMMEL

    L’americano è da sempre uno dei miei cocktail preferito. L’equilibrio tra dolce e amaro, l’alcol a giusta gradazione, grazie all’aggiunta di soda, gli olii essenziali del limone che lo profumano. All’aperitivo è sicuramente una scelta azzeccata… Ma un giorno, a Montecarlo, arrivano due clienti, una coppia di Torino per l’esattezza, che amano l’americano, ma per l’occasione vorrebbero un twist che lo renda legato a quel momento, a quel posto, a quella loro serata. Il preavviso è poco, ma per fortuna l’intuizione arriva. Ed è legata ad un altro cocktail ormai classico, e molto in voga negli ultimi anni,  Il moscow mule è composto da vodka, succo di lime e ginger beer. Ginger beer non è una birra, ma si chiama così perchè la lavorazione ricorda quella della birra, ma ha come base lo zenzero, e viene dagli Stati Uniti. Da non confondere con il ginger ale, di produzone inglese, che è essenzialmente una bevanda aromatizzata al ginger. E allora la soda viene sostituita dal ginger beer. Il piccante dello zenzero arriva alla fine, l’amaricante del bitter  mischiato al dolce del vermut si sentono prima.  Per completare l’opera, alcune gocce di bitter all’arancia. Alla fine della cena gli aperitivi sono stati molti piu di due, i clienti se ne sono andati sorridendo, ed io ho creato il mio “twist” ,  che è diventato anche il mio aperitivo preferito.  

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    BOND E’ STATO QUI

    E’ sempre emozionante cominciare un nuovo lavoro. Se poi la location è “importante” come può essere il casino di Monaco, beh, in questo caso l’emozione è piu che giustificata. Il primo casino d’Europa è stato inaugurato nel 1863. Il nome di “Monte-Carlo”, che altro non è che la traduzione di ligure di “Mont Charles”, in onore del Principe Carlo III, nasce nel 1866. Dopo l’arrivo della ferrovia a Monaco e l’inaugurazione del teatro dell’opera, comincia il viavai di personalitàdi alto rango, che dura ancora oggi. Tra gli ospiti piu o meno famosi, anche James Bond è stato qui, in un paio di occasioni…La prima volta nel 1983.Il film è “Never…

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    RISTORAZIONE AL BAR

    Oggi ho pensato di farmi odiare  dalle grandi marche di  cibi precotti surgelati… C’era una volta un paese a  vocazione turistica ed  enogastronomica. Malgrado i mille problemi  dovuti ad una  classe politica  poco attenta alle necessità  del paese, ma molto ai propri  conti correnti, gli abitanti del bel paese  ed i turisti,  mangiavano,  nella maggior parte dei casi,  molto meglio degli abitanti del  resto del mondo. In casa, o fuori, la cultura  (inculcata fin dalla  prima infanzia da nonni  e genitori) era fondata  su un concetto:  l’importante è  mangiare bene,  laddove bene è sinonimo di  naturale e  “fatto in casa”. Ma i tempi cambiano,  le necessità  dei politici  aumentano, e l’economia  segue a ruota.  Il mercato peggiora,  le spese aumentano,  gli esercizi  pubblici si moltiplicano a   dismisura (anche a causa di  una legge  scellerata che aumenta il  numero senza  preoccuparsi minimamente  della qualità o  della professionalità).   Ovviamente in ogni momento  di debolezza,  qualcuno è  pronto ad aprofittarne.   Per quei gestori nuovi arrivati,  (spesso da  settori completamente  diversi, senza nessuna  esperienza  del settore), ogni cosa  da vendere  al bar va bene…caffè di bassa  qualità  (a buon prezzo),  liquori di  dubbia provenienza,  vini a basso costo e così via. La battaglia si sposta sul  fronte del prezzo,  e non più sulla qualità. In questo tipo di mercato si  presentano le  grandi aziende, con piatti pronti  da servire al bar. E allora anche il più sperduto ed  oscuro bar  di periferia è pronto  a trasformarsi in  rinomato  ristorante. Le migliori specialità della  cucina italiana a  disposizione di tutti ed ovunque… Poco importa se troveremo  specialità trentine  sulle spiaggie siciliane o viceversa, spaghetti alle cozze sui campi  da sci… Ovviamente esiste, per fortuna,  una parte di  gestori “all’antica”,  per cui la qualità della materia  prima e l’amore per la buona  tavola (ed il buon bere) rimangono la priorità.   Ma ricordo quando i bar  facevano i bar ed i  ristoranti i ristoranti (altro  settore che ha risentito notevolmente dei  cambiamenti  voluti dai nostri beneamati  politici). Il panino, il piatto freddo,  l’insalata serviti al bar  DOVEVANO essere meglio di  quelli del vicino, oggi sembra  solo  che debbano …

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    THE GIN MAN

    Cambiando posto di lavoro, (ed il turn over è alto, nel nostro campo specifico), si entra in contatto con molte persone, non sempre piacevoli,che siano colleghi o clienti. Il periodo che ho passato al Westin Palace di Milano lo ricordo con grande piacere,sia per la clientela,ma sopratutto per i colleghi e lo staff dell’hotel. Tra le fortune che ho avuto, c’è anche quella di aver conosciuto Alessandro Borelli… Premetto che ho dei seri problemi di memoria (mia moglie ne sa qualcosa) ma quando penso all’inizio della mio percorso “behind the stick” come dicono quelli fighi tutto ritorna in mente come fosse il primo giorno. La scuola. Ecco, ero il classico tipo del “il ragazzo ha del potenziale ma dovrebbe impegnarsi di piú”, chissá quante volte l’avrá sentita mia mamma.  Il problema era che non riuscivo a stare seduto per piú di 2-3 ore consecutive (office job…no thanks). Cosí un bel giorno dissi a mio papà che avrei smesso di andare e lui mi disse: “Benissimo, da domani inizi a lavorare”. Avevo 17 anni, i capelli piú lunghi di quelli di mia sorella, pronto (mica tanto) ad affrontare il mio primo colloquio di lavoro garantitomi dal mitico barman del Sant Ambroeus amico di  famiglia. Sveglia presto e via verso il posto che sarebbe diventato la mia seconda casa per 2 ½. Starhotel Rosa in via Pattari a Milano, all’ombra della Madonnina. Ci sedemmo al bar e dopo un batter d’occhio arrivo lui, il mio maestro. Rimasi estasiato nel vederlo muoversi con quell’eleganza e sicurezza nel porgermi il mio succo alla pesca (che memoria eh!). La sua primafrase fu “Devi tagliarti i capelli”. Noooo pensai, ma alla fine lo feci senza esitare. Iniziai il giorno dopo alle 8 di mattina in punto. Rimane ancora il piú bel bar dove abbia mai lavorato. Elegantissime poltrone in pelle, tavolini in marmo e un banco bar circolare con una bottigliera luccicante che religiosamente lucidavo tutte le domeniche mattina. Giá, la domenica. Non c’erano piú domenica o sabato sera con gli amici, rimpiazzati da turni spezzati durante la settimana della moda e back to back shifts senza ritegno. Ecco, innanzitutto devo questo al mio maestro Umberto, Tequila per gli amici. Mi ha fatto capire sin da subito che é con il sacrificio che si ottengono grandi risultati. Studiare e lavorare, cosa che continuo a fare anche adesso e continueró a fare. Pagherei per fare ancora una serata in quel bar, con Umberto a dirigere l’orchestra ed io e il Pollo, grande amico oggi e collega in quei giorni a “viaggiare” in sala per regalare qualche ora di relax e divertimento alla gente. #nostalgia.com “Devi imparare almeno due lingue straniere quindi é ora che vai”. Club Med fu la risposta. Prima stagione in Sardegna a Santa Teresa di Gallura, villaggio vacanze da 1200 persone con una sete incredibile. Altri ritmi e altra lingua. Credevo di essere in Italia io! Il francese la faceva da padrone e mi trovai in 6 mesi a parlare francais e miscelare perroquet e moresque come sepiovesse.  3 ½ passati girovagando per l’Italia e la Francia. Altro periodo bellissimo. Grande scuola il Club Med. Arrivó il tempo di un nuovo cambiamento, il ritorno a Milano, e una telefonata. Opening dello Starhotel Anderson in Stazione Centrale…let’s do it!. Mi occupai per 8 mesi dello start-up e supervisione del bar-ristorante-in room dining. Bella soddisfazione. Mi ricordo una sera quando ancora 18enne feci una commissione per un cliente a quello che era l’Hotel Palace a Milano. Dovetti portare una pacco al Capo Barman (come si diceva a quei…

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    CLASSIC COCKTAIL CLUB

    Per  (evidenti) ragioni di età, frequento il mondo del bar da qualche annetto. Abbastanza almeno da ricordare (con grandissimo affetto) lo “zio” Franco Zingales, e la nascita del Classic Cocktail Club, le riunioni , gli incontri e la nascita di nuove amicizie. Amicizie che, benchè ci si incontri poco di persona, durano nel tempo. Ed in questo il CCC ha ottenuto lo scopo di “club amicale”. La grande lezione di Franco è servita, e continua ad accompagnarci nel lavoro e nella quotidianità. Per chi non c’era, per ch ipotrebbe essere interessato, per chi non ne sapeva niente, presentiamo qui di seguito, con le parole del segretario Salvatore Bongiovanni, la storia…

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    SOPRAVVIVERE AD UNA NOTTE BRAVA

    HANGOVER: I postumi dell’ubriachezza sono un insieme di effetti fisici che seguono l’eccessivo consumo di bevande alcoliche. I più comuni riportati sono emicrania, sete, letargia, nausea, sensibilità alla luce e al rumore. Ipoglicemia, disidratazione e carenza di vitamina B12. Possono verificarsi anche amnesie o ricordi confusi del periodo soggetto ad intossicazione alcolica. (Wikipedia) Per evitare i problemi “del giorno dopo”, basterebbe usare qualche accorgimento…vediamone alcuni: Prima: Bevi a stomaco pieno, in questo modo si riduce l’assorbimento dell’alcool al 50%.Bevi un cucchiaio di olio, o un uovo crudo. Si creerà una patina sulle pareti dello stomaco che aiuterà a prevenirne i problemi. Durante: Bevi lentamente, lasciando passare del tempo tra un drink…

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    IL DECALOGO DEL BARMAN

    Mi collego ad un articolo (che potete leggere al link qui sotto) in cui il maestro Gualtiero Marchesi detta dieci regole per quello che lui ritiene il cuoco  perfetto. Il pensiero è immediato… E se provassimo a trasformarle in dieci rregole per  il barman perfetto? Un piccolo giochino, un esercizio di stile che potrebbe far bene a molti. Prendetolo con un sorriso: Barman è un mestiere o meglio ancora , un servizio, un ministerium. La divisa, in ordine, elegante è un segno di rispetto verso il cliente e serve anche a  comunicargli degli aspetti imprescindibili: l’onestà, la pulizia, il rispetto.(ndr. Ricordo ancora quando , nei miei primi momenti dietro il banco, i Barman piu esperti mi raccomandavano di  non mettere anelli, orologi ecc. Ovviamente di tatuaggi neanche a parlarne!) La legge del barman è la ricetta di cui è esecutore, ricordando che ogni buona esecuzione presuppone  una quota d’interpretazione, attentamente dosata, non eccessiva ma neanche assente,  introdotta con rispettosa discrezione. A un livello più alto sta il compositore. Ai diversi gradi di esperienza e conoscenza corrisponderanno tre figure:  l’esecutore, l’interprete e il compositore. Per raggiungere questi traguardi, il barmandovrà impadronirsi della tecnica e aver fatto pratica di tutti i tipi di cocktail e delle principali tecniche Un elemento importante per arricchire le proprie esperienzeè sicuramente la conoscenza dei prodotti, la loro storia, le origini e gli                                  ingredienti di cui sono composti Lo studio delle culture alimentari di altri Paesi, può contribuire a formare una conoscenza più ampia dell’arte della                                                    mixology e delle sue realizzazioni con  differenti aspetti e contenuti. La capacità di un barman poggia su due pilastri: la conoscenza della materia e dei modi di trattarla nel rispetto della sua natura. Soluzioni tecniche e virtuosismi non possono prescindere dalla conoscenza di tecnica e materiali nella concezione e nell’esecuzione.  La tecnica è uso appropriato, controllato e non distruttivo, degli strumenti più adatti all’operazione che si sta eseguendo, senza uccidere la materia. Ad ogni preparazione, il barmandeve sapere perfettamente cosa è giusto fare: quali sono tempi e modi della preparazione l’esatta  temperatura e, ove necessario, la durata della stabilizzazione, giacché anche il riposo è parte importante del trattamento, come la pausa o il silenzio nella partizione musicale.     La presentazione finale dipende molto dalla scelta del contenitore più adatto e della decorazione Uno dei compiti che fanno onore al buon barman è quello di divulgare e incrementare la cultura del bere bene e consapevole per un verso                         insegnando a bere bene e correttamente con i drink preparati, per altro verso istruendo i giovani e passando il testimone a chi lo merita, introducendolo alla                   cultura del bere bene, che quando è veramente tale è esperienza consapevole, ricerca applicata in continuo perfezionamento e adattamento alla vita. Le dieci regole del cuoco perfetto (http://www.finedininglovers.it/blog/news-tendenze/decalogo-cuoco-gualtiero-marchesi/) [table…

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    Bere come Bond

    «James Bond, with two double bourbon inside him, sat in the final departure lounge of Miami Airport and thought about life and death». (Goldfinger, 1964) La frase che ogni barman conosce. Associata indissolubilmente all’agente segreto piu famoso del moondo. In assoluto il piu “charmant” , in continuo spostamento per ogni destinazione, ovviamente frequentatore di hotel di lusso e di bar altrettanto fantastici. Tra libri e film, nella sua lunga storia, il nostro amico Bond (…James Bond) ne ha bevuti di cocktail, ma non solo. Diamo un occhiata: VODKA MARTINI, dal film “Licenza di uccidere” del 1962. Qui per la prima volta il pubblico mondiale può sentire la celebre frase che…

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    BARMEN DA FILM

    quali sono i barmen che piu vi  hanno colpito al cinema? Sicuramente non sarete rimasti indifferenti al bartender dell’Overlook hotel… Non si può evitare il “barman – poeta” Tom Cruise: E possiamo dimenticare Adriano Celentano? Grandissimo Charlie Chaplin   Grande film,e grandi dialoghi…(in inglese) Ted and Barney Bartending (How I met your Mother) e alla fine…i Simpson [table id=2 /]

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    COFFE WORLD

    Il caffè è sempre stato abbastanza “snobbato” ( a torto) dai “barman” nostrani. In realtà c’è un mondo meraviglioso e complicato dietro a queste picccole bacche tostate. Per chi volesse approfondire le tecniche, la filosofia, i diversi metodi di estrazione, la risposta giusta è SCAE (Specility Coffee Association Euorope) http://www.scaeitalia.com/index.html     E se ancora non bastasse c’è anche il latteart ( http://www.latteart.us/html/ ) ma di questo ne parleremo in altra occasione. Il caffè, dunque, ed i metodi di estrazione. Non solo espresso e moka  ma differrenti tipi di tostatura e macinatura per ottenere differenti tipi di bevanda .   Caffè americano ( o caffè filtro): no, non è un espresso allungato…

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    Un siciliano a New York: Salvatore Tafuri

    Ho avuto il piacere di conoscere Salvatore quando viveva e lavorava a Sanremo…Eravamo clienti reciproci,all’epoca, ma non vi darò i particolari di quello che succedeva nelle rispettive serate off 😉 Da allora ne ha fatta di strada (in tutti  sensi). Gli ho chiesto di scrivere qualcosa delle sue esperienze,e lui, molto gentilmente (da persona disponibile qual’è) mi ha accontentato…qui sotto il suo racconto ed alcune foto di sue creazioni. Se passate da NYC, non potete  non andare  da lui per un drink Ciao a tutti, Il mio nome e Salvatore Tafuri e sono un mixologist che da 5 anni lavora a NYC. Che dire, la mia avventura dietro al bar inizia 9 anni fa a Sanremo bellissima città della Liguria, dove per pura coincidenza trovai lavoro come Bar Back  al Victory Morgana Bay. Furono anni molto intensi ma nello stesso momento grazie a persone come  Gualtiero Maragni e Cristiano Sanna, oggi mi ritrovo ad avere un mestiere. Dopo aver portato ghiaccio ( una quantita infinita, come penso possiate capirmi) mi sono ritrovato nella posizione da bartender. Non l’ho mai sentito come  un lavoro che pesante, pur facendo 10/12 ore al giorno e durante la stagione estiva (3/4 mesi ) senza giorno di riposo. E’ sempre stata una passione portata dentro che alla fine si è trasformata in un  fantastico mestiere. Un giorno,come nelle favole incontrai al bar una ragazza, Kazarae,  lei era in Italia per lavoro solamente per alcuni mesi, ma in quell’istante scattò un colpo di fulmine e decisi di lasciare tutto e tutti per andare a vivere…

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