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Capo o leader?

Se le vostre azioni ispirano altri a sognare di più, imparare più, fare di più e trasformare di più, voi siete un leader
John Quincy Adams
6° presidente degli Stati Uniti

Buone abitudini per essere un buon leader

Probabilmente passi più ore al lavoro che con la famiglia, e probabilmente fai bene il tuo lavoro. Però si può sempre imparare di più, ed allora cerchiamo la qualità nel lavoro.  Esaminando i manager di hotel di successo ed esperti del settore, ecco alcuni esempi di come dovrebbe essere un buon manager:

 

  • Ascoltare lo staff: una delle indicazioni che ti fanno capire se stai facendo un buon lavoro, è che chi lavora con te ritiene di “far parte” dell’attività. L’errore più grande che si può fare è essere sprezzante verso chi ci aiuta a portare a casa i risultati ogni giorno. Ascolta e comprendi…potresti avere delle sorprese
  • Condividi le tue conoscenze: insegnare è parte integrante dell’attività manageriale. Condividendo avrai personale che si sentirà piu legato a te, ed allo stesso tempo renderà più semplice il tuo lavoro, avendo personale piu indipendente
  • Collabora: una interazione costante aiuta ad avere il polso della situazione e ad implementare le novità. Piu teste pensano, piu risultati si ottengono
  • Resta aggiornato: guarda ogni giorno le notizie e le novità riguardanti il settore. Il mondo è in continuo movimento, con o senza di te
  • Chiedi aiuto: essere leader non vuol dire essere onniscente. Chieere aiuto allo staff porterà risultati in termini di efficienza e di “compattamento” della squadra
  • Non fingere di sapere tutto: se ti chiedono qualcosa che non sai, noon vergognarti di ammetterlo. Digli che ti informi e poi fornirai la risposta
  • Motiva le persone: quando vedi un pò di stanchezza nei comportamenti dei tuoi collaboratori, incitali facendogli capire che fanno parte di qualcosa di più grande, e che il loro apporto è essenziale
  • Conosci chi lavora con te: pur essendo importante mantenere un certo distacco professionale, è essenziale conoscere più a fondo le persone con cui si collabora.Informati sui loro hobby, la famiglia e gli interessi al di fuori del lavoro. Le aziende che trattanoi propri dipendenti come familiari hanno una maggiore produttività e un migliore morale sul posto di lavoro.
  • Riconosci i meriti: ci sono “manager” che si prendono i successi anche quando sono derivati da idee o azioni dello staff. Ovviamente questo è controproducente. Dai il merito a chi di dovere, ringraziandolo apertamente
  • Non stressare! Va bene dare suggerimenti e chiedere cosa fare, va bene anche controllare che i lavori siano ben eseguiti, ma non stare con il fiato sul collo
  • Tieni a mente l’obiettivo: non dimenticare che devi fare l’interesse dell’azienda. In ogni decisione il fine ultimo è creare profitto, mantenendo un clima sereno
  • Orientamento al servizio: quello che devi trasmettere al tuo staff è che si è lì per soddisfare il cliente, che se ne deve andare contento (e possibilmente tornare spesso)
  • Non temere i cambiamenti: il mondo, come dicevamo prima, va avanti veloce. Questo può portare cambiamenti nel nostro quotidiano ( nella dirigenza, nella policy, nelle tecnologie ecc.) Se abbracci i cambiamenti invece che ostacolarli, lo staff ti seguirà nell’innovazione
  • Comunica! Chi lavora con te ha bisogno di sapere qual’è la tua filosofia, dove vuoi arrivare, quali sono gli obiettivi. Il modo migliore per remare tutti nella stessa direzione è che tutti siano a conoscenza delle strategie. I risultati arriveranno inevitabilmente
  • Carota e bastone: fai i complimenti pubblicamente, quando servono, e riprendi in privato. Niente è peggio per una persona sentirsi “sgridare” davanti agli altri
  • Non portare il “lavoro a casa”. Una volta uscito dal lavoro, stacca la spina. Ma sopratutto falla staccare agli altri. Evita telefonate, messaggi, mail o altro (a meno che siano veramente imdispensabili e urgenti) a chi non è al lavoro in quel momento.

Sapere di star facendo la differenza nella vita delle altre persone è in parte il motivo per cui abbiamo scelto l’industria dell’ospitalità. Il modo in cui interagiamo con il personale, gli ospiti e l’ambiente circostante contribuirà molto probabilmente a far si che veniamo riconosciuti come buoni o pessimi manager

e tu, cosa ne pensi?

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