Memento

“Memento audere semper” (ricordati di osare sempre)
Gabriele D'Annunzio
Scrittore, poeta...

E’ quello che deve aver pensato Eugenio Muraro, passando dalle energie rinnovabili alla creazione di una bevanda, innovativa ma con le radici nella storia.

La distillazione delle acque aromatiche non è sicuramente cosa di oggi, ma fino ad ora (oltre all’acquq di rose o fiori d’arancio) nessuno ci aveva pensato.

Tralasciando la pur interessante storia (che potete trovare sul web), che parte da un corso aibes, da chi si occupava di faccende molto diverse, cerchiamo di capire l’utilizzo che si può fare di questo interessante prodotto.

Memento

La bottiglia non sfigura di certo in mezzo ad altre di alcolici più conosciuti (per ora), il tappo ed il fondo in legno la caratterizzano, cosi come l’etichetta che lascia intraveder in trasparenza un paesaggio bucolico. L’intento di ricordare la naturalezza è chiaro, e ben riuscito. D’altronde parliamo di un “acqua” distillata pura, e quindi senza zuccheri o coloranti.

Appena aperto il tappo i profumi si sprigionano, le erbe si sentono, in modo molto piacevole. Il gusto è meno delicato di quello che ci si potrebbe aspettare, e leggermente sapido.

La miscelazione si rivela tutto sommato semplice, vista la versatilità di Memento.

Si abbina bene sia con distillati e liquori che con bevande analcoliche, e qui si apre un capitolo interessante.

Finalmente la possibilità di variare un pò il tema, parlando di cocktail senz’alcol, un interessante innovazione in un genere tutto sommato “statico”.

Ed allora lasciamo spazio alla fantasia, cercando tra i profumi ed i sapori che meglio si possono abbinare ai delicati aromi di memento

FRENCH 18

Abbiamo immaginato di aggiornare (con tutto il rispetto) un classico tra i cocktail con lo champagne, il French 75, 

rendendolo ancora  più elegante e sofisticato miscelandolo con il Memento.

I profumi di Memento si vanno a miscelare con lo sciroppo di rose artigianale, le bollicine  100% Chardonnay del cuvèe Seduction di Marguerite Guyot donano un pò di eleganza unica degli champagne di qualità

Miscelare delicatamente gli ingredienti ben freddi in una flute ghiacciata

 

 

French 18

Il risultato è un cocktail profumato, elegante quasi come fosse  un eau de toilette  con le essenze Mediterranee sprigionate dal Memento.

Un cocktail dolcemente sensuale, con il suo colore rosa chiaro tra scintille di champagne e dal gusto fresco e lievemente dolce così da risultare amabile ma non stucchevole.

Ottimo come aperitivo per  ricordare tutti i sapori di un serata di mezza estate

 

I found my….Order of merit in Portofino

I found my love in Portofino perché nei sogni credo ancor lo strano gioco del destino a Portofino m' ha preso il cuor...
Fred Buscaglione
Cantante

In tutto il mondo quando si parla di Italia non si pensa solo a pizza spaghetti e mandolino, si pensa, soprattutto, ad eleganza, cordialita’, fantasia e bravura in special modo nel campo della ristorazione.

 Il 21 ottobre per la prima edizione, nella piccola ma incantevole Portofino si sono incontrati cinque dei migliori barman che sono riusciti a rappresentare l’eccelenza italiana in tutto il mondo. Manifestazione organizzata dal veterano Danilo Bellucci, sempre attento e sensibile al buon bere e ad una ristorazione di elevata qualità. Ogni barman è stato affiancato da un altrettanto prestigioso sponsor e suo rappresentante, tutti prodotti che solo à nominarli fanno pensare alla alta qualità italiana. È così arriviamo dopo una passeggiata fra I sentieri di una esclusiva Portofino al “Faro lounge bar” una location piccola ma incredibilmente bella, che per l evento ospita grandi nomi di persone, di prodotti che colpiscono come il meraviglioso panorama che si può godere da questa location, un panorama che sorseggiando un buon drink diventa ancora più piacevole. Che inizi la premiazione ! con tanto di medaglia di riconoscimento.

 

La prima premiata è Mariantonietta Varamo

Dopo esperienze a Forte dei Marmi, all isola d’Elba, arriva la svolta che la fa essere oggi una dei protagonisti:  la prima ed unica donna nei 110 anni di storia del prestigioso del Dukes bar, di Londra dove ha portato una vera e propria Rivoluzione.

Mariantonietta accompagnata da uno sponsor che già nel nome racchoude tutta la sua qualità e la propria italianita’:”Malfy”  gin fatto con i famosi e succosi limoni di Amalfi oppure si trova anche nella versione con gli altrettanto famose arance di sicilia, classico con i profumi delle Coste Italiane ed infine rosa dato dal rabarbaro e pompelmo sempre della sicilia.

Luca Rapetti, arriva da Chiavari e comincia con un corsso di formazione Aibes, per poi entrarne a far parte. Per ben due volte partecipa all’I.B.A. training center (in europa ed in Asia) ed entrambe le volte vince il premio di “Best student”. Il lavoro lo porta prima all’Excelsior palace di Rapallo, poia Firenze al Westin Excelsior. Ma l’Italia gli va stretta, nel 2014 decide di partire per Londra, dove presta la sua opera in strutture quali il Ritz, the Lanesborough, Brown’s hotel. Oggi lo troviamo a capo dell’Oscar London. La sua passione fa  si che collabori attivamente con Bar tales come “storico” del cocktail e del beverage

 

Segue Luca Coslovich,

il lavoro del barman lo ha accompagnato per tutta la sua vita, in un continuo crescendo. Da Cremona,  nello storico locale in piazza duomo, fino ad arrivare negli  hotel:  a Sanremo il Royal Hotel poi a Milano al Western Palace. Ma anche aperture di locali a Praga e Mosca per arrivare a Monte-Carlo iniziando con locali prestigiosi, passando per lo Yacht club ed infine  al Casinò 

Autore di tre volumi, I quali, ognuno si riferisce ad una particolare qualità del mondo del buon bere, nonchè webmaster di questo blog

Così come il nome di Luca Coslovich è garanzia di qualità fantasia conosciuto in tutto il mondo, il suo sponsor non poteva essere da meno :Campari non ha bisogno di presentazione. Ad rappresentare campari da più di 20 anni Patrizia Beretta che ha il sangue rosso campari. Una persona frizzante come lo spritz, gentile e Fresca come lo spirito italiano del gin Ondina.Da

 

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E’ il momento di Maurizio di Maggio (no, non il dj di radio Montecarlo) anche a lui il mestiere scorre nelle vene: figlio d’arte, apprende dal  padre  le regole basilari e poi intraprende il suo volo.

Segue l’avvio di due strutture a porto cervo, tra cui Zamora lounge,  poi numerosi locali in Svizzera dove apre la sua società di servizi e consulenze. Ora vive e lavora a Lugano

 

Suo sponsor un altro prodotto conosciuto ed aprezzato in tutto il mondo la Grey goose vodka che da sola o miscelata riesce ad ottenere più di 50 sfumature di gusto ognuna e salta il piacere.

IL quarto premiato è Michele Fiordoliva

Un viaggiatore del mondo. Accompagnato sempre dalla sua professionalita di Barman. Ha vissuto e lavorato a Londra Amsterdam, Caraibi Costa Smeralda per poi approdare a Monaco di Baviera con tutta la sua professionalita ed italianita’. Qui apre il suo locale il Negroni Bar continuando à vincere diverse competizioni.

Ad accompagnarlo c’è The Barmaster gin, sapiete miscela di botanical italiani, ideato dal “gustosofo” Michele di Carlo (che insieme a Danilo Bellucci ha ideato e realizzato il progetto “Order of merit”) e prodotto da un nome che ha fatto strada in tutto il mondo: Maschio

Ultimo premiato, ma solo in ordine cronologico è Danilo Ponzone

La sua passione gli viene trasmesso dal nonno che possiede a un bar a New York. È seguendo le orme di famiglia riesce a lavorare nei locali e negli hotel più prestigiosi dell mondo, dal Venezuela a Madrid fino ad arrivare a Cambridge nel locale più in voga di tutta la città, l’Hidden roms. Dove diventa Head bartender, gestendo un team di 12persone.

Collabora con chef stellati e dopo 12 anni in giro per il mondo ora gestisce a Capri il Tiberio Palace.

Suo sponsor un nome che fa la tradizione del vermouth italiano ed è Carlo Alberto di torino che presenta il suo bitter Rouge moderno per la flessibilita’ di utilizzo e di combinazioni senza dimenticare quel Tocco di tradizione e soprattutto di qualità che contraddistingue la casa di produzione Carlo Alberto

Alla sera tornati all’ Excelsior Palace di rapallo, hotel a 5 Stelle Lusso come i nostri barman, prima della cena viene offerto un aperitivoa basé di cavale Calvisius caviale italiano di alta qualità dove ogni singola uova è un esplosione di gusto.

Per conferma e dato che I bambini non mentono lo ha assaggiato per la prima volta nella sua vita, una bimba di otto anni e la sua espressione è stata di assoluta felicità

In accompagnamento la già citata vodka grey goose e lo champagne Deutz. Ebbene si, abbiamo passato momenti peggiori nella nostra vita…

Oltre ai grandi sponsor la serata è passata in piacevolissima compagnia di amici vecchi e nuovi, come Rossella de Stefano (direttore di Bargiornale), Patrizia Beretta , di Campari, del past president aibes, Giorgio Fadda e di Andrea Casta e del suo bellissimo violino blu, che ci ha accompagnato , come sempre, con la sua bravura. Non ce ne vogliano gli inconsapevolmente dimenticati…

Ringraziamo ancora Danilo Bellucci e Michele di Carlo che con questa manifestazione, così unica ci hanno fatto ricordare che il vero Barman non è solo fatto di manovre acrobatiche di miscelazioni, di hipster con Barba e/o baffi e bretelle ma soprattutto di gentilezza, attenzione, precisione, eleganza, savoir faire ed infine umilta’, pazienza cultura e classe.

Autore: Stef La Vie

For me…Formidable

Infine fu l’alba. Avanzò l’aurora come un fiore di fuoco e cacciò lentamente l’oscurità. Il cielo schiarì e la brumosa bellezza dei paesaggio scaturì dinanzi ai loro occhi come un mondo appena nato. Si alzarono, scossero la brina dalle coperte, mossero le membra tumefatte e bevvero il resto della grappa per ritornare in vita.
Isabel Allende
Designer

La grappa ti fa bella

Al principio la grappa non aveva un grande “appeal”, andava bene si e no per correggere un pessimo caffè, o per palati molto forti e poco affinati.

Poi un giorno la svolta. Il piacere delle cose buone (e belle) ha portato la famiglia Nonino ad un cambiamento , che ha poi migliorato tutto il settore.

Nel 1973 Benito Nonino, discendente del fondatore insieme alla moglie Giannola, rivoluzionano il sistema di produrre la grappa in Italia e nel mondo. Creano la grappa di singolo vitigno, il Monovitigno® Nonino, distillando separatamente le vinacce dell’uva Picolit

Da quel momento di acqua…pardon, di grappa ne è passata sotto i ponti, e la situazione in casa Nonino non ha fatto che migliorare, sia in termini di qualità che di bellezza (ogni riferimento alle componenti della famiglia è quasi puramente casuale).

Creatori anche di un premio letterario, sono tuttora attivissimi nella promozione e produzione dei loro distillati d’eccellenza

Forse a causa del passato, o per colpa dei barmen, la grappa (e distillati limitrofi) non hanno mai avuto un gran successo nella creazione dei cocktails. Il carattere di questo distillato in effetti si fa sentire, e quindi non è sempre facile trovare abbinamenti che reggano il confronto..

 

Ma l’importante è provarci sempre. E allora ecco un cocktail presente nella prossima carta invernale del casino di Montecarlo:

  • Grappa Nonino piccolit

  • Chambord

  • Succo di limone

  • Miele

Tutti gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, agitare bene e versare in coppetta ghiacciata, double strain. Decorare con spirale di scorza di limone.

Cocktail semplice e corroborante, facile da replicare e proporre

Orange Whip

Siamo in missione per conto di Dio
Blues Brothers

Burton Mercer:
Who wants an orange whip? Orange whip? Orange whip? Three orange whips.

Cocktail da film

Il film è uno di quelli che ha fatto la storia del cinema. 

I fratelli Jack e Elwood Blues hanno scatenato l’inferno per le srade di Chicago ( e non solo), riportando alla ribalta brani bellissimi ed interrpeti indimenticabili. 

Come indimenticabile ed entrato nella leggenda  (come spesso succede a chi muore giovane a causa di una vita un pò troppo sopra le righe) John Belushi, interprete anche di un altro capolavoro comico quale “Animal house”.

Ma qui parliamo di cocktail. In particolare della “frusta arancione”, ossia Orange Whip, che Burton Mercer ordina per lui e per due colleghi, nell’attesa che cominci il concerto che dovrebbe poi portare all’arresto i fratelli Blues.

La versione italiana, purtroppo, traduce Orange whip in aranciata, ed in realtà i drink arrivano in bicchieri di carta , in cui è impossibile vedere la differenza.

La bevanda non era nella sceneggiatura originale. La costumista del film, Sue Dugan, è la figlia del defunto Kenny Dugan, direttore delle vendite della Orange Whip Corporation. Il signor Dugan ha offerto un rinfresco per il cast e ha chiesto se “Orange Whip” (il prodotto per bevande analcoliche) potesse essere menzionato nel film. John Landis , il regista, ne ha parlato a Candy, che ha improvvisato lo scambio. 

La battuta è stata poi citata in molti altri telefilm. In effetti questa pellicola ha influenzato non poco la filmografia e la comicità in genere, venuta dopo.

La ricetta:

2,5 vodka

2,5 rum bianco

7 arancia

5 panna

Si prepara nel blender e si serve in un bicchiere da long drink

  • L’episodio di Veronica Mars” Of Vice and Men ” ha fatto riferimento alla linea Blues Brothers quando il personaggio di Veronica, un investigatore privato, dice: “Egg sandwich? Egg sandwich? Orange Whip?” 
  • La rock band Seven Mary Threechiama i fruste arancioni “un buon momento che non finisce mai” nella loro canzone “Strangely at Home Here” dal loro album del 2008 e nightdriving .
  • Il team UltimateBates College Men si chiama Orange Whip. 

Nello show della HBO The Wire , un personaggio non accreditato conosciuto come “Pat’s Dad” nell’episodio ” The Buys ” alludeva a una battuta di The Blues Brothers quando diceva: “Frusta arancione? Frusta arancione? Tre fruste arancioni!”

  • Nell’episodio della sitcom ” Happy Endings” della ABC “La ragazza con il tatuaggio di David”, il barista chiede a Max e Jane se desiderano Orange Whips dopo che hanno parlato. Lo spettacolo si svolge a Chicago e questo è probabilmente un riferimento ai Blues Brothers.
  • La bevanda ha ispirato la denominazione della discoteca “Orange Whip” a Ringwood, Victoria, Australia 

French 75

Strasse: Di che nazionalità siete? Rick: Ubriacone. Renault: Allora siete cittadino del mondo.
Rick (Humphrey Bogart)
Casablanca

Cocktails da film

Sono molte le storie che si raccontano sui cocktails, a volte vere e dimostrabili, a volte confuse dal tempo, altre ancora completamente false o con versioni contraddittorie. Ma è anche questo il fascino dei drink miscelati. Alcuni cocktail poi, entrano nell’immaginario collettivo grazie ad apparizioni nel mondo della celluloide. Un piccolo “cameo” l’ha avuto il FRENCH 75 in “Casablanca”, indiscusso capolavoro del 1942 con una coppia di attori non da poco: Humphrey Bogart e Ingrid Bergman. Il Rick’s Café Américain è il locale gestito da Humprey Bogart a Casablanca, appunto, durante la seconda guerra mondiale, ed il cocktail viene ordinato dalla bellissima  Ilsa Lund Laszlo (Ingrid Bergman) e da un suo pretendente tedesco. Il nome, secondo alcune versioni, potrebbe venire dal 75 millimetri M1897, un cannone leggero ma potente che divenne il cardine dell’artiglieria da campo francese nella prima guerra mondiale.   In realtà ci sono alcuni elementi che dicono che il drink ha origini più antiche. Charles Dickens durante i suoi parti offriva qualcosa di simile, e troviamo ricette che ne parlano nel Savoy Cocktail book , in un libro del 1927 negli Stati Uniti (durante il proibizionismo) ed alcune fonti lo danno come creazione dell’Harry’s bar di Parigi.
French 75
Qualunque sia la sua origine, l’importante è sapere che è un ottimo cocktail in cui l’unione di Champagne e succo di limone , incredibilmente, funziona.

La ricetta:

  • 3 cl di gin (o cognac)
  • 1,5 cl di succo fresco di limone
  • 1 cucchiaino di zucchero o sciroppo
  • 6 cl di Champagne
Shakerare (tranne lo Champagne, of course) e versate in una capiente flute ghiacciata, completate con Champagne ben freddo e decorate con una spirale di scorza di limone. Ascoltate in sottofondo Sam. che suona ancora una volta “As time goes by”

Pineau des Charentes

un mosto fortificato dal cognac

(per gentile concessione) il farmacista goloso

 

Nella regione delle due Charentes non si produce solo cognac: esiste un altro prodotto dell’uva, benché quasi sconosciuto in Italia, che prende il nome di Pineau (des Charentes): in pratica si tratta di una mistella come è chiamata anche da noi, cioè di un mosto di cui viene bloccata la fermentazione con l’aggiunta di alcool. Un esempio consimile viene dalla Normandia, dove si impiegano le mele, ed il calvados come alcool, per ottenere il Pommeau, un altro dalla Guascogna, con il Floc de Gascogne, sempre a base di mosto, e di armagnac stavolta.

Pineau bianco - ditta Bureau - Montils (Ch. Maritime)

L’uso del pineau è noto in tutta la regione di produzione del cognac come aperitivo, che si serve fresco, particolarmente in estate. Si trova prevalentemente nella Charente Maritime.

Ne esistono due qualità, bianco, da uve bianche per cognac, e rosato, da Merlot e dai Cabernet. Il mosto deve provenire da uve coltivate nelle due Charentes, e la fermentazione viene bloccata con l’aggiunta di cognac a 60° quando il mosto raggiunge 10 gradi alcolici. Se ne ricava un mosto fortificato che ha un titolo alcolico compreso tra 16 e 22 gradi.

L’origine di questo prodotto contadino si perde nel tempo, frutto di errori casuali, come il versar mosto in una botte di cognac creduta vuota, oppure volutamente, non si sa. Ma certo è che fosse già conosciuto e apprezzato alla corte del re Luigi Filippo negli anni ’30 del 1800.

Come si fabbrica nel dettaglio?

Il mosto, rosé o bianco, viene lasciato brevemente fermentare, dopodiché viene aggiunta una parte di cognac giovane ogni 4 parti di mosto, che lo spegne. Infine il prodotto viene travasato in una barrique che ha contenuto del cognac, e lasciato invecchiare almeno un anno.

Naturalmente esistono Pineau che maturano anche fino a 10 anni in botte, acquisendo, se rosati, tonalità ambrate ed una notevole finezza e profondità grazie al prolungato contatto col legno.

Le denominazioni quindi divengono Vieux Pineau dopo 5 anni di botte, e Très Vieux Pineau dopo 10 anni. Si invecchia anche oltre, talvolta.

La sua produzione è permessa ai viticoltori-distillatori di cognac (boilleurs de cru), alle cooperative, e sola eccezione tra i commercianti, alla maison Camus, con l’obbligo per tutti di usare esclusivamente le uve coltivate in proprio. Lo stato francese accorda tutela a questo prodotto con una denominazione d’origine (AOC) fin dal lontano 1935.

Pineau rosé invecchiato 7 anni (Vieux) - Chateau de Montifaud - Jarnac-Charente (Ch. Maritime)

Pineau rosé invecchiato 7 anni (Vieux) – Chateau de Montifaud – Jarnac-Charente (Ch. Maritime)

Il Pineau, per tradizione un prodotto contadino, ha avuto un discreto sviluppo commerciale nelle regioni più esterne dell’appellation da quando verso la metà del 1970 in queste aree si è abbandonata la lavorazione del vino da cognac: oggi questo aperitivo rende ancora interessante la coltura della vite nei petits crus,  Bons Bois e Bois Ordinaires soprattutto,e viene largamente apprezzato dal vivace turismo che raggiunge le coste dell’Oceano d’estate, dando sostegno alle piccole aziende agricole che lo producono.

Il Pineau ha note dolci tipiche dei mosti, ma con una vena acidula, e un corpo figlio del cognac che contiene; l’invecchiamento poi dona vene speziate e legnose grazie al lungo contatto con la botte, facendo ricordare un vecchio porto, seppure restando una bevanda leggera e facile più di un vino fortificato. Provatelo, se lo trovate.

Regole del bar: 1 il barman ha sempre ragione 2 se il barman ha torto vedi regola 1