BRONX

L’importante è il ritmo. Usa sempre il ritmo quando prepari un drink. Ora, un Manhattan devi mescolarlo a tempo di foxtrot, un Bronx va shakerato al tempo di un Two-Step, ma un Dry Martini va sempre preparato a ritmo di valzer.
Nick Charles
William Powell

COCKTAIL DA FILM

La paternità del cocktail è ovviamente divisa, in varie storie. La prima cosa da notare è l’uso del succo di arancia, unito al vermouth, che fino ad allora non era propio tabù, ma sicuramente poco utilizzato. Esisteva, prima della nascita del Bronx un cocktail chiamato “Duplex”.

Questo cocktail era composto da parti uguali di Vermouth italiano e francese, shakerato con un po’ di succo d’arancia, o due spruzzate di Orange Bitter

Joseph S. Sormani o  Johnnie Solon?

A Sormani fu accreditata la creazione del cocktail  nel suo necrologio sul New York Times, 

  • “Joseph S. Sormani, fu ristoratore nel Bronx, che si dice creò il Cocktail Bronx, morì mercoledì notte nel suo domicilio, 2322 Fish Avenue, nel Bronx, dopo una breve malattia. Era ormai ottantatreenne.”

Secondo Albert Stevens Crockett, storico del Waldorf-Astoria Hotel, l’inventore del cocktail Bronx fu Johnnie Solon (o Solan) Solon, un barman di prima del proibizionismo all’hotel Manhattan, fu “conosciuto come uno dei più bravi barman dietro un bancone di un bar dei nostri tempi.”

In The Thin Man del1934 (l’uomo ombra), l’investigatore soave e arguto, Nick Charles (William Powell), spiega come si fanno i cocktail (citazione all’inizio). La trama del film racconta di una simpatica coppia, formata da Nick Charles, un poliziotto dilettante e dalla sua vispa mogliettina Nora, trascinata nella ricerca che la polizia fa di uno scienziato, scomparso in modo misterioso senza più dare notizie di sé e lasciando la figlia Dorothy nella disperazione. Non sveleremo di piu sulla trama, per chi volesse andare a cercare questo film d’annata

Nora a Nick: quanti cocktails hai bevuto? ; Nick: con questo fanno sei Martini. ; Nora al cameriere: Va bene. Mi porti altri cinque Martini, Leo?Allineali qui sopra

Il Bronx è stato un cocktail ufficiale I.B.A. fino al 2011

LA RICETTA:

  • 4/10 gin
  • 2/10 vermouth rosso
  • 2/10 vermouth dry
  • 2/10 succo d’arancia

Si prepara nello shaker con l’aggiunta di ghiaccio. Si serve nella coppetta cocktail e non presenta guarnizioni.

Gibson

Nessun animale ha mai inventato una cosa brutta come l’ubriachezza o bella come un drink.
Gilbert Keith Chesterton
Scrittore

Cocktail da film

Non ha mai ricevuto un oscar o una nomination, ma ha sicuramente un posto d’onore ad Hollywood. Compare infatti in svariate pellicole, ed addirittura in due  dei 100 film americani dell’American Film Institute. 

Ad esempio un elegantissimo Cary Grant lo sorseggia in Intrigo internazionale (“north by northwest” 1959 di Alfred Hitchcock), mentre una bellisima  Eva Marie Saint gli rivela che: “Non parlo mai d’amore a stomaco vuoto” (anche se pare che prima della censura fosse: “non faccio mai l’amore a stomaco vuoto”)

Gibson Girl

Diverse, come spesso accade, le attribuzioni di paternità del drink: Una storia racconta dell’illustratore  di New York Charles Dana Gibson, creatore delle iconiche Gibson Girl (siamo tra il 1890 e la prima guerra mondiale),  chiese un cocktail diverso al suo barman di fiducia, e lui gli servì un Martini con l’oliva…beh, dal punto di vista creativo non è il massimo…

Altre storie coinvolgono diversi Gibson, come un diplomatico americano  che ha prestato servizio in Europa durante il Proibizionismo.

Sebbene fosse astemio, doveva spesso partecipare a ricevimenti dove venivano serviti cocktail. Per evitare una situazione imbarazzante, Gibson chiedeva allo staff di riempire il suo bicchiere da martini con acqua fredda e di guarnirlo con una cipolla piccola in modo che potesse sceglierlo tra i vari Martini. Una storia simile racconta di un esperto banchiere di investimenti di nome Gibson, che portando i suoi clienti fuori per i proverbiali pranzi di lavoro  (Three-martini lunch)

Secondo quanto si dice, il barista gli servì acqua fredda, permettendogli di rimanere sobrio mentre i suoi clienti si ubriacavano; il contorno di cipolla cocktail servito per distinguere la sua bevanda da quelli dei suoi clienti

Ma parlavamo di cinema… Eva contro Eva (All About Eve) è un film del 1950  Bette Devis ed Anne Baxter .

Eva contro Eva rimane l’unico film della storia del cinema ad aver ricevuto quattro nomination agli Oscar per le interpretazioni femminili (Davis e Baxter per l’Oscar alla migliore attrice e Holm e Ritter per l’Oscar alla migliore attrice non protagonista). La scena clou, per quanto riguarda il nostro drink, è quando Bette Davis dice ai suoi ospiti: “Allacciate le cinture di sicurezza. Sarà una notte sconnessa. Ed i Gibson vengono passati in giro,  perfetti per  persone che si odiano segretamente l’un l’altro.

David Niven (Godfrey)

L’impareggiabile Godfrey (My Man Godfrey) è un film del 1936 diretto da Gregory La Cava.

Nel 1957 ne venne realizzato un remake, L’impareggiabile Godfrey, per la regia di Henry Koster, con David Niven e June Allyson.

Le “comparsate”: 

Philip Marlow ne ordina uno nel romanzo poliziesco di Raymond Chandler “Playback”: “… Ho ordinato un doppio Gibson e ho chiesto se potevo avere un club sandwich dov’ero.”

Nella terza stagione, Episodio 2 di Mad Men, “Love Among the Ruins”, Roger Sterling ordina una “Gibson, up” durante una riunione per il pranzo. (ma in realtà in Mad Man si beve praticamente di tutto ed in ogni momento…lo adoro!)

La ricetta

Versate il gin e il Vermouth Dry nel mixing glass con ghiaccio, agitate e servitelo in una coppetta da cocktail ben fredda. La sua guarnizione è una cipollina in agro dolce. La vecchia ricetta era espressa in decimi (9/10 di Gin 1/10 di vermouth dry).

Italian Countrypolitan

Pic. Antonella Bozzini bargiornale
Italian Countrypolitan
Shaker
 
3 cl Ratafià di Mirtilli Bordiga
4 cl.  Vodka vkl
1,5 cl Maraschino Luxardo
1,5 cl Succo di limone
 
 
Shaker con ghiaccio,coppetta 
 
Guarnire con Mirtilli freschi e scorza di limone
Una versione tutta italiana del cosmoplotan. Ingredienti di qualità per un cocktail creato per il drink team di bargiornale, e che compare nella stupenda app che si shakera
 
 
La scelta del ratafià di mirtilli Bordiga è data dall’estrema freschezza e dal sapore intenso,
quasi fosse un succo appena spremuto.
Bordiga è una azienda che seguo e i cui prodotti utilizzo spesso, in quanto ritengo che la qualità sia decisamente importante.
 
 
Lo stesso discorso vale per la vodka Vka,
la cui aromaticità dona un tocco in più al gusto finale.
Maraschino Luxardo non ha bisogno di presentazioni, essendo siicuramente il maraschino più usato dai barmen
italiani.
Avrete notato che i miei cocktail non sono mai troppo elaborati o con ingredienti troppo “strani”.
Secondo me un cocktail, per avere successo, oltre ad essere buono ,
dovrebbe essere anche facilmente riproducibile, e possibilmente con un numero di ingredienti limitato.
Forse sono troppo “old style” , ma il negroni, l’americano, il martini ed
altri classici sono arrivati fino ad ora con successo…non sappiamo se sarà così anche per le “rivisitazioni” azzardate o i cocktails con ingredienti homemade estremi
 

Memento

“Memento audere semper” (ricordati di osare sempre)
Gabriele D'Annunzio
Scrittore, poeta...

E’ quello che deve aver pensato Eugenio Muraro, passando dalle energie rinnovabili alla creazione di una bevanda, innovativa ma con le radici nella storia.

La distillazione delle acque aromatiche non è sicuramente cosa di oggi, ma fino ad ora (oltre all’acquq di rose o fiori d’arancio) nessuno ci aveva pensato.

Tralasciando la pur interessante storia (che potete trovare sul web), che parte da un corso aibes, da chi si occupava di faccende molto diverse, cerchiamo di capire l’utilizzo che si può fare di questo interessante prodotto.

Memento

La bottiglia non sfigura di certo in mezzo ad altre di alcolici più conosciuti (per ora), il tappo ed il fondo in legno la caratterizzano, cosi come l’etichetta che lascia intraveder in trasparenza un paesaggio bucolico. L’intento di ricordare la naturalezza è chiaro, e ben riuscito. D’altronde parliamo di un “acqua” distillata pura, e quindi senza zuccheri o coloranti.

Appena aperto il tappo i profumi si sprigionano, le erbe si sentono, in modo molto piacevole. Il gusto è meno delicato di quello che ci si potrebbe aspettare, e leggermente sapido.

La miscelazione si rivela tutto sommato semplice, vista la versatilità di Memento.

Si abbina bene sia con distillati e liquori che con bevande analcoliche, e qui si apre un capitolo interessante.

Finalmente la possibilità di variare un pò il tema, parlando di cocktail senz’alcol, un interessante innovazione in un genere tutto sommato “statico”.

Ed allora lasciamo spazio alla fantasia, cercando tra i profumi ed i sapori che meglio si possono abbinare ai delicati aromi di memento

FRENCH 18

Abbiamo immaginato di aggiornare (con tutto il rispetto) un classico tra i cocktail con lo champagne, il French 75, 

rendendolo ancora  più elegante e sofisticato miscelandolo con il Memento.

I profumi di Memento si vanno a miscelare con lo sciroppo di rose artigianale, le bollicine  100% Chardonnay del cuvèe Seduction di Marguerite Guyot donano un pò di eleganza unica degli champagne di qualità

Miscelare delicatamente gli ingredienti ben freddi in una flute ghiacciata

 

 

French 18

Il risultato è un cocktail profumato, elegante quasi come fosse  un eau de toilette  con le essenze Mediterranee sprigionate dal Memento.

Un cocktail dolcemente sensuale, con il suo colore rosa chiaro tra scintille di champagne e dal gusto fresco e lievemente dolce così da risultare amabile ma non stucchevole.

Ottimo come aperitivo per  ricordare tutti i sapori di un serata di mezza estate

 

For me…Formidable

Infine fu l’alba. Avanzò l’aurora come un fiore di fuoco e cacciò lentamente l’oscurità. Il cielo schiarì e la brumosa bellezza dei paesaggio scaturì dinanzi ai loro occhi come un mondo appena nato. Si alzarono, scossero la brina dalle coperte, mossero le membra tumefatte e bevvero il resto della grappa per ritornare in vita.
Isabel Allende
Designer

La grappa ti fa bella

Al principio la grappa non aveva un grande “appeal”, andava bene si e no per correggere un pessimo caffè, o per palati molto forti e poco affinati.

Poi un giorno la svolta. Il piacere delle cose buone (e belle) ha portato la famiglia Nonino ad un cambiamento , che ha poi migliorato tutto il settore.

Nel 1973 Benito Nonino, discendente del fondatore insieme alla moglie Giannola, rivoluzionano il sistema di produrre la grappa in Italia e nel mondo. Creano la grappa di singolo vitigno, il Monovitigno® Nonino, distillando separatamente le vinacce dell’uva Picolit

Da quel momento di acqua…pardon, di grappa ne è passata sotto i ponti, e la situazione in casa Nonino non ha fatto che migliorare, sia in termini di qualità che di bellezza (ogni riferimento alle componenti della famiglia è quasi puramente casuale).

Creatori anche di un premio letterario, sono tuttora attivissimi nella promozione e produzione dei loro distillati d’eccellenza

Forse a causa del passato, o per colpa dei barmen, la grappa (e distillati limitrofi) non hanno mai avuto un gran successo nella creazione dei cocktails. Il carattere di questo distillato in effetti si fa sentire, e quindi non è sempre facile trovare abbinamenti che reggano il confronto..

 

Ma l’importante è provarci sempre. E allora ecco un cocktail presente nella prossima carta invernale del casino di Montecarlo:

  • Grappa Nonino piccolit

  • Chambord

  • Succo di limone

  • Miele

Tutti gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, agitare bene e versare in coppetta ghiacciata, double strain. Decorare con spirale di scorza di limone.

Cocktail semplice e corroborante, facile da replicare e proporre

Orange Whip

Siamo in missione per conto di Dio
Blues Brothers

Burton Mercer:
Who wants an orange whip? Orange whip? Orange whip? Three orange whips.

Cocktail da film

Il film è uno di quelli che ha fatto la storia del cinema. 

I fratelli Jack e Elwood Blues hanno scatenato l’inferno per le srade di Chicago ( e non solo), riportando alla ribalta brani bellissimi ed interrpeti indimenticabili. 

Come indimenticabile ed entrato nella leggenda  (come spesso succede a chi muore giovane a causa di una vita un pò troppo sopra le righe) John Belushi, interprete anche di un altro capolavoro comico quale “Animal house”.

Ma qui parliamo di cocktail. In particolare della “frusta arancione”, ossia Orange Whip, che Burton Mercer ordina per lui e per due colleghi, nell’attesa che cominci il concerto che dovrebbe poi portare all’arresto i fratelli Blues.

La versione italiana, purtroppo, traduce Orange whip in aranciata, ed in realtà i drink arrivano in bicchieri di carta , in cui è impossibile vedere la differenza.

La bevanda non era nella sceneggiatura originale. La costumista del film, Sue Dugan, è la figlia del defunto Kenny Dugan, direttore delle vendite della Orange Whip Corporation. Il signor Dugan ha offerto un rinfresco per il cast e ha chiesto se “Orange Whip” (il prodotto per bevande analcoliche) potesse essere menzionato nel film. John Landis , il regista, ne ha parlato a Candy, che ha improvvisato lo scambio. 

La battuta è stata poi citata in molti altri telefilm. In effetti questa pellicola ha influenzato non poco la filmografia e la comicità in genere, venuta dopo.

La ricetta:

2,5 vodka

2,5 rum bianco

7 arancia

5 panna

Si prepara nel blender e si serve in un bicchiere da long drink

  • L’episodio di Veronica Mars” Of Vice and Men ” ha fatto riferimento alla linea Blues Brothers quando il personaggio di Veronica, un investigatore privato, dice: “Egg sandwich? Egg sandwich? Orange Whip?” 
  • La rock band Seven Mary Threechiama i fruste arancioni “un buon momento che non finisce mai” nella loro canzone “Strangely at Home Here” dal loro album del 2008 e nightdriving .
  • Il team UltimateBates College Men si chiama Orange Whip. 

Nello show della HBO The Wire , un personaggio non accreditato conosciuto come “Pat’s Dad” nell’episodio ” The Buys ” alludeva a una battuta di The Blues Brothers quando diceva: “Frusta arancione? Frusta arancione? Tre fruste arancioni!”

  • Nell’episodio della sitcom ” Happy Endings” della ABC “La ragazza con il tatuaggio di David”, il barista chiede a Max e Jane se desiderano Orange Whips dopo che hanno parlato. Lo spettacolo si svolge a Chicago e questo è probabilmente un riferimento ai Blues Brothers.
  • La bevanda ha ispirato la denominazione della discoteca “Orange Whip” a Ringwood, Victoria, Australia