Speakeasy

“Quando vendo liquore è contrabbando.Quando chi sta sopra di me lo serve su un vassoio d’argento in Lakeshore Drive è ospitalita” Al Capone

I locali piu segreti al mondo

Maurizio Maestrelli, con questo libro ci porta nell’affascinante mondo dei bar “segreti”, gli Speakeasy.
Affascinante la storia, legata a doppio filo al proibizionismo americano, ed alla cinematografia che inevitabilmente riporta alla memoria film come “c’era una volta in America”, “the untachables” o “il padrino”.
Ed è sulla memoria di questo tipo di emozioni e di estetica che probabilmente è rinata la moda degli Speakeasy, visto che il proibizionismo è finito da un pezzo, e qui non si è mai visto.

Ingressi nascosti, locali bui, musica a basso volume, fumo, donne, malavita e ovviamente alcol. Questi erano gli ingredienti esplosivi degli speakeasy dell’epoca del Proibizionismo. Allo stile inconfondibile di quei locali si richiamano oggi i “nuovi” speakeasy, bar alla moda che offrono arredi studiati, cocktail ricercati, accessi su invito, dress code a tema, location senza indirizzo, atmosfera rétro… Oggi gli speakeasy conoscono una rinascita che è prima di tutto di gusto e questo libro vi guiderà alla loro scoperta, presentandovi anche i cocktail esclusivi che vengono serviti, aprendovi le porte a un mondo tanto “nascosto” quanto affascinante..

Questo libro è una guida tra i bar segreti del mondo, corredata da splendide foto e molte ricette “signature” dei barmen nipoti del proibizionismo

Speakeasy. I locali più segreti al mondo    

Un safari…tra i cocktail

Cocktail Safari

un viaggio avventuroso nella stori di 70 cocktail.

Stefano Nincevich, per gli operatori del settore, non ha bisogno di presentazioni. Degno erede dello “zio” Franco Zingales all’interno di bargiornale, è diventato, nel tempo, il punto di riferimento per i barmen italiani.

Come è giusto che sia, ha pubblicato un bel libro dedicato al mondo del bere miscelato, e l’ha fatto in maniera originale.

Grazie alle illustrazioni, mai scontate, di Andy Fluon ed ai racconti, a volte leggendari, sulle storie dei cocktail, ci ha regalato un libro fresco e piacevole, ideale per l’estate, in cui si può prendere e lasciare, per poi ritrovarlo e. volendo partire da altri cocktail. Non c’è bisogno di leggerlo tutto d’un fiato (anche se sarà difficile non farlo) o proseguire in “linea retta”.

Ma c’è bisogno, questo si, di averlo sempre a portata di mano, per avere a disosizione le ricette dei cocktail (spesso classici, e questo ci riporta al CCC dello “zio”) e le lor storie.

Cocktail safari: un nome decisamente azzeccato. Lo abbiamo visto, infatti, in giro per il mondo, come un novello cacciatore, pronto a fare nuove prede per una (speriamo) futura edizione.

 

La storia dei cocktail è una materia poco nota e avvolta, per sua natura, dai fumi dell’alcol.
Ecco perché vi raccontiamo come alcuni grandi drink hanno conquistato un posto d’onore al banco e uno spazio nella memoria dei cocktail lovers.
Cocktail Safari non è fatto per chi considera il “bar” un posto per gente dal bicchiere inconsapevole.
Tutto il contrario: è un omaggio a chi lo vive come un’isola felice per fare due parole, bevute in compagnia, baci e carezze, ma anche chiacchiere serie, lontano dai formalismi e dai toni accademici.
Le illustrazioni sono di Andy Fluon, fondatore, con Morgan, dei Bluvertigo.

“Conosco Stefano da molti anni ormai. Non è un barman, non è un cocktail historian in senso tradizionale e neppure vorrebbe esserlo. Di professione fa il giornalista ed è sempre stato un osservatore attento, preciso, ma allo stesso tempo disincantato della nostra realtà. Nel suo libro, Cocktail Safari, c’è amore, c’è cultura e c’è passione. Tre ottimi motivi per leggerlo e berlo con gli occhi.”
Salvatore Calabrese, “The Maestro”, Industry Legend 2015

 

 

Dalla cocktail art al low alcool

Cocktail low alcool

Se il mondo del food è stato teatro di evoluzioni inaspettate in tempi recenti, quello dei drink non è certo da meno. I cocktail a basso tenore alcolico ne sono la prova. Il mutamento da semplice tendenza a nuova realtà è avvenuto a tempo da record, complice una serie di cambiamenti socio-culturali non indifferenti: dalla costante ricerca di benessere legata alla salute, alla legislazione più severa per chi guida in stato di ebrezza.
Pioniere del movimento low alcool in Italia, Diego Ferrari ha saputo trasformare un’apparente limitazione in una grande opportunità. Cogliendo la sfida di creare una carta per un locale che può offrire solo cocktail di questo tipo, ha sfruttato la sua esperienza per ripensare il mestiere del mixologist. Scovare nuovi ingredienti, studiare le loro combinazioni, ideare le loro presentazioni: questi sono stati per lui passi familiari.

Capire il contesto singolare rappresentato dal suo nuovo “palcoscenico”, comunicare al pubblico e alla stampa un altro modo di intendere il cocktail: questi sono stati compiti più impegnativi, ma certamente stimolanti.
Profondamente convinto che gli ingredienti di un drink sono solo la base del concetto di bere bene, Diego racconta il suo percorso, offrendo ai suoi colleghi non solo una singolare selezione di cocktail low alcool, ma anche un metodo per affrontare nuove sfide.

La carriera di Diego Ferrari inizia a soli diciassette anni quando intraprende il suo primo corso da barman. A ventisei anni, parte per Londra dove approfondisce le tecniche di molecular mixology, barchef e Tiki. Rientrato in Italia, svolge attività di bar manager, collabora con importanti brand del beverage, e scrive su diverse riviste di settore. Partecipa a prestigiose competizioni nazionali e internazionali. Attualmente è bar manager presso la Rotonda Bistro di Milano, dove si è specializzato in cocktail sotto i 21° gradi alcolici, tecnica di cui è diventato un punto di riferimento a livello internazionale.

Il sito di Diego Ferrari

3 ingredient cocktails

(articolo di Gaz Regan)

l libro di Robert Simonson, “3 Ingredient Cocktails”, è uno dei libri più importanti al mondo per i cocktails.
Lasciatemi spiegare
Frequento spesso barman che fanno incredibili nuovi cocktail usando , nebbie, schiume, trattini e un arazzo di ingredienti che, quando si incontrano in armonia, mostrano abilità artistiche e una profonda conoscenza del mestiere di mixology.

Eppure molti baristi oggi dimenticano che non tutti i capolavori richiedono una trapunta patchwork per mostrare la loro maestria. Spesso, solo tre ingredienti fanno il trucco. E questi, quando si tratta di questo, di solito sono i miei drinks preferiti.

In un recente “Cocktails in the Country Retreat” nella Hudson Valley, mentre i barmen erano indaffarati a creare nuovi drink, girovagai dietro il bancone e mi preparai un cocktail da 3 ingredienti: non chiedermi cosa ci fosse dentro, spesso vedo solo se “questi 3” ingredienti funzionano bene insieme e io vario ogni volta gli ingredienti. Un bartender di Manhattan molto esperto ha chiesto un sorso della mia bevanda, poi ha chiesto cosa ci fosse dentro.

Gli ho detto quali 3 ingredienti avevo usato per preparare la bevanda, e lei mi ha guardato perplesso “Ma è così complessa”, ha detto. Quella osservazione ha scatenato un allarme nella mia testa. Qualcosa deve essere fatto, pensai.

Beh, Robert Simonson l’ha appena fatto.

È molto importante, credo, che questo classico stile di cocktail sia insegnato a tutti i barmen nuovi del mestiere, ed è altrettanto importante che i mixologist esperti ricordino regolarmente a loro stessi quanto sia vitale capire come questi cocktail, così apparentemente semplici nella struttura, diventano così molto complessi quando gli ingredienti si incontrano in armonia.

Robert ha assemblato il meglio del mazzo di cocktail a 3 ingredienti in questo tomo e, come al solito, lo ha fatto con stile.

Se sei fortunato, qualcuno penserà abbastanza a te per comprarti una copia di questo libro.

Altrimenti, metti la mano in tasca e comprala per te stesso.

 

Il libro è in inglese e si può acquistare QUI

Drinkzionario, di Dom Costa

 

 

 

DRINKZIONARIO, Dom Costa

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Se un barman in Italia non conosce Dom Costa, è probabilmente perchè arriva da un altro sistema solare,come dire, gli extraterrestri sono tra noi.

Se è per questo in realtà, non solo in Italia.

Conosco Dom da un pò di anni, abbastanza da aver fatto qualche “dannno” insieme in giro per la penisola, ma di questo non vorrei parlarne ora ( anzi, a seconda dell’offerta che farà Dom per il mio silenzio, potrei anche non parlarne mai…)

Parlerò invece del libro che il buon Costa ha appena pubblicato per i tipi di Sagep, dal titolo DRINKZIONARIO. Anni fa era già uscita una versione un pò ridotta grazie alla rivista NAME, ma questo è un lavoro decisamente piu completo

in questa foto io e Dom con il grandissimo Franco Zingales
in questa foto io e Dom con il grandissimo Franco Zingales

Se volete incontrarlo di persona è molto facile…se non capita dalle vostre parti nel ruolo di brand ambassador, lo trovate sicuramente a Milano durante gli eventi di bartender.it (rum day, gin day, whisky day ecc…) ricordandovi di registrarvi prima, se no diventa tutto verde e, grosso e in mutande… e non è un bel vedere…

Questa la descrizione direttamente dalle pagine dell’editore:

“Drinkzionario
ovvero come non perdersi nei meandri della terminologia in uso per i cocktail bar
Dom Costa

In questo testo, semplice da consultare ma completo e aggiornato, l’autore crea un vero e proprio glossario dei termini un uso nelbartending internazionale, ma non si ferma qui…
Troverete anche le avvincenti storie che hanno portato alla nascita di molti dei drink più amati del mondo, la storia dei bartender che hanno lasciato un segno indelebile nel campo della mixology, un’analisi delle nuove tendenze e molto altro ancora!
Un vero e proprio manuale per bartender, per chi già conosce le arti della mixology e sente il bisogno di un ripasso o un aggiornamento e per chi invece, neofita, vuole avvicinarsi al complesso mondo del bere miscelato.

 

Gin day 2015, Hendricks gin
Gin day 2015, Hendricks gin

Dom Costa è un bartender internazionale con 40 anni di esperienza nell’industria dell’ospitalità.
Esperto di storia del bartending e appassionato ricercatore sul mondo della mixology, ha collaborato con alcune tra le più importanti riviste del settore dando contributi sul mondo dellamixology e attivando corrispondenze dalle grandi capitali del bere miscelato nel mondo.
Attualmente presta la sua opera in diverse aziende di importanza nazionale e internazionale come consulente.”

e questo il link per acquistarlo:


Buona lettura!

 

http://www.cafepress.com/cybartender




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