I’m in Hangover

 „Il guaio è che quando si è sobri non si ha voglia di veder nessuno, e quando si è sbronzi nessuno ha voglia di vedere noi.“ (Francis Scott Fitzgerald scrittore e sceneggiatore statunitense 1896 – 1940)

I rimedi del giorno dopo

La parola “hangover” è una terminologia molto utilizzata negli ultimi anni, usata per indicare i postumi di una sbornia, quello stato di malessere causato da un eccessivo uso di droghe ed alcolici. Essere in hangover significa di fatto avere gli occhi pesti, forte nausea, un gran mal di testa, sonno e debolezza.

Ma il termine “hangover” da dove deriva? Risale nel lontano ottocento, quando le più importanti metropoli offrivano un singolare servizio ai cittadini. All’interno di una stanza non riscaldata venivano tese delle corde da un muro all’altro. Queste corde, parallele tra di loro, erano collocate a mezz’aria, ad un’altezza variabile tra il metro e cinquanta e i due metri. Su queste corde gli avventori, dopo una serata ricca di eccessi, potevano trascorrervi la nottata, appoggiandosi come meglio preferivano. Il costo di questo servizio era di due centesimi. Poteva a volte capitare di trovare qualcuno morto assiderato al mattino seguente, ma in ogni caso questo luogo era ritenuto certamente più sicuro della strada, e quindi gli “hangover” erano di fatto molto frequentati.

E oggi?

E se questa è l’origine della terminologia, in che modo oggi possiamo combattere l’hangover?

Una vecchia regola inglese ci dice che l’hangover passi rapidamente se si ha il coraggio di bere nuovamente altro alcol. Vi ricordate negli anni ottanta il famosissimo film “Cocktail”? Qui il giovane bartender Brian Flanagan (Tom Cruise) si preparava assieme a Doug Coughlin (Brian Brown) Il famoso “Red Eye”, un cocktail composto da un mix di succo di pomodoro, birra ed un uovo fresco.

Anche il Bloody Mary di Fernand Petiot é considerato un drink per combattere l’hangover, assieme alle sue varianti Bloody Maria con il tequila, Bloody Geisha con il sake ed il Brown Mary col nobile whisky. Non dimentichiamoci anche dei vari Corpse Reviver. Il numero 1 è composto da due parti di cognac o brandy, una parte di Calvados ed una parte di Vermouth dolce, mentre il Corpse Reviver #2, versione oggi più diffusa, viene creata mettendo nello shaker in parti uguali del Gin, del Cointreau (o triple sec), del succo di limone fresco e del Lillet Blanc (al posto della Kina Lillet, oramai fuori produzione), con una spruzzata di Assenzio finale. Il tutto servito in una coppetta da cocktail. Harry Craddock in merito al suo Corpse Reviver #2 consiglia: “Quattro di questi bevuti in rapida successione vi faranno rivivere”, vedete voi.

La lista dei cocktail considerati eccellenti rimedi contro l’hangover è molto lunga, ma, alla fine, il miglior metodo rimane l’assunzione di molta acqua.

L’acqua favorisce la reidratazione dell’organismo e ripristina i fluidi perduti a causa dell’alcol. Una buona reidratazione favorisce l’eliminazione dell’etanolo anche attraverso il sudore e le urine.

Fare una colazione con alimenti “asciutti” come pane e fette biscottate può attenuare la sensazione di nausea, ma è consigliabile assumere anche alimenti dolci come marmellata, miele e frutta, poiché durante l’hangover la glicemia si abbassa.

In ogni caso, sarà sempre il nostro corpo a dettare i tempi necessari per smaltire in modo naturale l’alcol assunto durante una serata un po’ troppo ricca di eccessi!

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