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    SOPRAVVIVERE AD UNA NOTTE BRAVA

    HANGOVER: I postumi dell’ubriachezza sono un insieme di effetti fisici che seguono l’eccessivo consumo di bevande alcoliche. I più comuni riportati sono emicrania, sete, letargia, nausea, sensibilità alla luce e al rumore. Ipoglicemia, disidratazione e carenza di vitamina B12. Possono verificarsi anche amnesie o ricordi confusi del periodo soggetto ad intossicazione alcolica. (Wikipedia) Per evitare i problemi “del giorno dopo”, basterebbe usare qualche accorgimento…vediamone alcuni: Prima: Bevi a stomaco pieno, in questo modo si riduce l’assorbimento dell’alcool al 50%.Bevi un cucchiaio di olio, o un uovo crudo. Si creerà una patina sulle pareti dello stomaco che aiuterà a prevenirne i problemi. Durante: Bevi lentamente, lasciando passare del tempo tra un drink…

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    IL DECALOGO DEL BARMAN

    Mi collego ad un articolo (che potete leggere al link qui sotto) in cui il maestro Gualtiero Marchesi detta dieci regole per quello che lui ritiene il cuoco  perfetto. Il pensiero è immediato… E se provassimo a trasformarle in dieci rregole per  il barman perfetto? Un piccolo giochino, un esercizio di stile che potrebbe far bene a molti. Prendetolo con un sorriso: Barman è un mestiere o meglio ancora , un servizio, un ministerium. La divisa, in ordine, elegante è un segno di rispetto verso il cliente e serve anche a  comunicargli degli aspetti imprescindibili: l’onestà, la pulizia, il rispetto.(ndr. Ricordo ancora quando , nei miei primi momenti dietro il banco, i Barman piu esperti mi raccomandavano di  non mettere anelli, orologi ecc. Ovviamente di tatuaggi neanche a parlarne!) La legge del barman è la ricetta di cui è esecutore, ricordando che ogni buona esecuzione presuppone  una quota d’interpretazione, attentamente dosata, non eccessiva ma neanche assente,  introdotta con rispettosa discrezione. A un livello più alto sta il compositore. Ai diversi gradi di esperienza e conoscenza corrisponderanno tre figure:  l’esecutore, l’interprete e il compositore. Per raggiungere questi traguardi, il barmandovrà impadronirsi della tecnica e aver fatto pratica di tutti i tipi di cocktail e delle principali tecniche Un elemento importante per arricchire le proprie esperienzeè sicuramente la conoscenza dei prodotti, la loro storia, le origini e gli                                  ingredienti di cui sono composti Lo studio delle culture alimentari di altri Paesi, può contribuire a formare una conoscenza più ampia dell’arte della                                                    mixology e delle sue realizzazioni con  differenti aspetti e contenuti. La capacità di un barman poggia su due pilastri: la conoscenza della materia e dei modi di trattarla nel rispetto della sua natura. Soluzioni tecniche e virtuosismi non possono prescindere dalla conoscenza di tecnica e materiali nella concezione e nell’esecuzione.  La tecnica è uso appropriato, controllato e non distruttivo, degli strumenti più adatti all’operazione che si sta eseguendo, senza uccidere la materia. Ad ogni preparazione, il barmandeve sapere perfettamente cosa è giusto fare: quali sono tempi e modi della preparazione l’esatta  temperatura e, ove necessario, la durata della stabilizzazione, giacché anche il riposo è parte importante del trattamento, come la pausa o il silenzio nella partizione musicale.     La presentazione finale dipende molto dalla scelta del contenitore più adatto e della decorazione Uno dei compiti che fanno onore al buon barman è quello di divulgare e incrementare la cultura del bere bene e consapevole per un verso                         insegnando a bere bene e correttamente con i drink preparati, per altro verso istruendo i giovani e passando il testimone a chi lo merita, introducendolo alla                   cultura del bere bene, che quando è veramente tale è esperienza consapevole, ricerca applicata in continuo perfezionamento e adattamento alla vita. Le dieci regole del cuoco perfetto (http://www.finedininglovers.it/blog/news-tendenze/decalogo-cuoco-gualtiero-marchesi/) [table…

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    Bere come Bond

    «James Bond, with two double bourbon inside him, sat in the final departure lounge of Miami Airport and thought about life and death». (Goldfinger, 1964) La frase che ogni barman conosce. Associata indissolubilmente all’agente segreto piu famoso del moondo. In assoluto il piu “charmant” , in continuo spostamento per ogni destinazione, ovviamente frequentatore di hotel di lusso e di bar altrettanto fantastici. Tra libri e film, nella sua lunga storia, il nostro amico Bond (…James Bond) ne ha bevuti di cocktail, ma non solo. Diamo un occhiata: VODKA MARTINI, dal film “Licenza di uccidere” del 1962. Qui per la prima volta il pubblico mondiale può sentire la celebre frase che…

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    MATTEO ZED

    Continuano gli autoritratti dei grandi barmen italiani. E’ la volta di un altro connazionale che porta l’eccellenza italiana nel mondo…E torniamo a New York Un grande Giornalista di settore descrivendomi su carta un giorno mi ha definito uno dei personaggi più ambiziosi della Bar  Industry. Vedendomi dubbioso ci tenne a precisare : “Con la definizione ambizioso, ‘In senso etimologico s’intende la persona che ha desiderio legittimo di migliorare la propria posizione o di essere valutato secondo i propri meriti.” Probabilmente sì……il termine “ambizioso” e aggiungerei “determinato” mi calza a pennello. Sono da sempre una persona che ha creduto in se stesso, un professionista che pianifica ogni obiettivo razionalmente e da’ il massimo per raggiungerlo. Ho sempre lavorato sodo e ho sgobbato per arrivare a concretizzare ogni mio progetto, nessuno mi ha mai regalato nulla e credetemi ho cominciato dal basso, dalle fogne di questo lavoro, e ora mi trovo dietro il bar di uno dei locali N.1 d’America. Ma  andiamo per gradi, la mia carriera come barman ha inizio dopo un corso di laurea in Food & Beverage management e un  viaggio-stage presso  una  grande  catena  di  Hotels  Statunitensi . A New York ( grazie a mio padre a sua volta Grande professionista dell’Hotelerie) Qui Affascinato dal lavoro di Bartender, tornato a casa frequento un corso base per diventare un barman e contestualmente comincio a muovere i primi passi come Barback nel locale estivo di un mio caro amico sito all’interno di un festival latino americano, sono di questo tipo i primi locali dove ho lavorato tra Roma e Londra, ( Barfly, Barrio Latino, Maron Glacé e il Salsa). Siamo negli anni ’90, i clubs la fanno da padrona, e un incontro fortuito mi fa conoscere gli attuali proprietari dei più grandi Clubs italiani, all’epoca gestori e organizzatori di importanti eventi di musica elettronica. Con loro giro l’Italia e la Spagna col ruolo di Barmanager dei loro eventi. Un giorno però stanco di quel tipo di ambiente cerco di sdoganarmi e grazie ad un lavoro presso uno dei primi cocktail wine bar di Roma ‘La Buca di Bacco’, comincio ad avere a che fare con un modo di fare bar di grande qualità. Da qui una crescita continua, fino ad approdare nei primi anni del 2000 al 45 Giri, dove incontro un grande Maestro che mi ha trasmesso molto, Luigi Nardini all’epoca mio manager . Dopo 2 anni spesi in altre situazioni lavorative, grazie ai suoi insegnamenti, diventero’ io il manager di questo posto e del Riva Nord in estate, ottenendo grandissimi risultati e soddisfazioni. Nello stesso momento vinsi la selezione italiana della Bacardi Le   gacy e arrivai terzo nel mondiale a Portorico, vinta anche l’edizione italiana della Disaronno a Roma mi trasferii a Tokyo per quattro settimane, per imparare al Meglio lo stile Nipponico e dove lavorai presso l’High Five Del Maestro Ueno San, poi allo StarBar di Hisashi Kishi , il Little Smith guidato dal simpatico Fumiyasu Mimitsuka e legai un forte rapporto con Takuo e Sumire Miyanohara. Le mie ultime esperienze mi hanno visto in giro per il mondo per guests e serate varie, tutto a cavallo della gestione con successo di di due Bars di due locali romani su cui nessuno avrebbe mai scommesso: Settembrini e il Little Jumbo Bar . Porto acasa tra il 2013 e il 2014 altri titoli come 2 ‘ posto al Mondiale Diplomatico in Venezuela e alla WORLD CLASS Italia dopo aver vinto la semifinale a Firenze. Dal 2014 inoltre sarò parte integrante della Giuria dell’Academy che decide i 50 Bars Migliori al Mondo. Le mie più grandi soddisfazioni non sono sempre arrivate miscelando Drinks dietro il Banco di un bar, ma anche sviluppando e organizzando progetti di natura commerciale, come rappresentare lo storico Liquore Italiano Strega in Italia e nel mondo, e gestire con l’Azienda Sviluppo Horeca Factory Italia, eventi culturali legati al mondo del bartending italiano con personaggi del calibro di Dale Degroff, Hidetsugu Ueno, Jim Meehan, Sean Maldoon e Jack Mcgarry, Gaz Regan e Steve Schneider. Oggi guardo l’Italia da qui da una città come New York da dietro il bancone Di uno dei Luoghi simbolo dell’ospitalità Americana il pluripremiato ‘Del Posto’ di proprietà di Mario Batali ,Lidia e Joe Bastianich, persona meravigliosa e immenso professionista Che ringrazio per la grande opportunità offertami. Un’esperienza questa arrivata al culmine di Un grande lavoro in Italia, un’esperienza a cui non potevo dire no. Prima di tutto perché qui mi sono innamorato di una splendida ragazza Brasiliana, secondo poi perché da immigrato e da completo sconosciuto ho vinto dopo un mese la competizione globale americana per la ‘Martini Challenge’ di Belvedere ( cosa praticamente impossibile in Italia dove connessioni, amicizia e combines la fanno da padrona nelle competizioni, specialmente in quelle più importanti dove raramente è il migliore a vincere, ma il miglior amico) ed infine perché lavorare in un un locale come ‘Del Posto’ è un’occasione data a pochi nel mondo. Vorrei spendere perciò due parole su questo splendido ristorante e Cocktail bar, poco conosciuto in Europa. Il ‘Del Posto’ è un luogo bellissimo di altissima eleganza e raffinatezza. È un luogo senza tempo, dove l’altissima qualità del food e del Beverage va a braccetto con un servizio impeccabile. Questo fantastico luogo può essere paragonato Ai Londinesi Savoy e Claridge’s per eleganza, raffinatezza, qualità del servizio e della clientela, invito perciò chiunque fosse a New York a venirci a trovare per un fantastico drink e per farsi coccolare un po. ‘Del Posto’ È un locale che esiste da 10 anni e ogni anno è stato un crescendo di premi e soddisfazioni sopratutto da quando alla sua guida al Fianco di Joe Bastianich e Mario Batali c’è Con il ruolo di General Manager l’intraprendente Jeff Katz. Ciò che posso dirvi sul BarSistem statunitense è che Il Barman americano è meno raffinato di quello europeo tecnicamente , ma in quanto a organizzazione, gestione del servizio e dell’ospitalità c’è solo da imparare. Non so quanto durerà la mia esperienza negli States, ma di sicuro tornerò in Italia presto o tardi, più forte e determinato e con molti obiettivi da raggiungere…..spero che queste poche righe servano ai più giovani ad avere sempre fiducia in se stessi e sopratutto a credere nelle proprie possibilità, a loro dico: prendete spunto da tutti, ma non siate mai la copia o il Seguace di  nessuno. [table id=2 /]

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    DA BERE CON GLI OCCHI

    La pubblicità, a volte, ci regala dei piccoli capolavori. Vediamo alcuni degli spot piu significativi, a volte dei veri cortometraggi con attori famosi ed ambientazioni da favola. E’ questo il caso di JOHNNIE WALKER BLUE LABEL, che si fa rappresentare da due personaggi quali Giancarlo Giannini e Jude Law… COINTREAU invece ci porta alla scoperta della nascita di alcuni cocktail, con l’aiuto dela fascinosissima Dita Von Teese..Qui di seguito si parla di Sidecar, ma in rete si possono trovare anche altre “puntate” che ci raccontano di Cosmopolitan o Margarita… Perfetto ed indimenticabile lo spot MARTINI del 1993 con una spettacolare Charlize Theron   BELVEDERE vodka si affida al mito di James…

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    BAR TOOLS

    Ogni barman ha la curiosità, che io ritengo uno dei requisiti principali per poter svolgere questo lavoro. E la curiosità porta inevitabilmente a cercare. Oggi , per curiosità, ho voluto dare un occhiata ai bar tools in rete. Per fortuna Internet non delude. Tra cose conosciute e novità, tra design moderno e classici, ecco una piccola carrellata, non esaustiva ed assolutamente di parte.   “Über è un impegno totale per superare, eccellere ed emozionare. I due punti che sormontano la “Ü” di Über , rappresentano simbolicamente 2 punti di un continuum; il viaggio che inizia senza fine. Dal momento in cui gli occhi si bloccano su una creazione uber, i…

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