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    IL MARTINI PERFETTO

    Il Martini è sicuramente “Il Cocktail!” Abbiamo trovato questo articolo su Internet che ci sembrava interessante. Poteteleggere originale (in inglese, di Emma Cooke ) a questo indirizzo: https://www.buzzfeed.com/emmacooke24/shaken-not-stirred?utm_term=.glx2x6zxw#.deeaQAyQo Il Martini: Esiste un drink piu “affabile”? Io credo di no   Ma per un drink con solo due ingredienti, ci sono molti modi per farlo Shakerato o mescolato? Gin o vodka? Oliva o limone? Dirty o normale? Ci sono un sacco di variazionie opinioni diverse su questo Abbiamo chiesto a Jared Brown, mastro distillatore di Sipsmith gin, co-autore di “Shaken not styrred: una celebrazione del Martini”, esperto a tutto tondo di Martini,  i suoi suggerimenti: 1. Il classico Martini è fatto con il gin,…

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    VODKA BELUGA

    Il lusso di bere bene Torno a parlare di Vodka (con la V maiuscola), dopo aver effettuato una serie di assggi di Vodka Beluga a Nizza. Grazie alla brand ambassador Katerina Tsokolenko, che ci ha dato la possibilità di conoscere meglio la gamma di Vodka dello storione. Innanzitutto perchè dare ad una Vodka il nome di un pesce? In primis perchè non è un pesce qualunque, ma uno storione che produce il miglior caviale in commercio, e poi perchò, come il pesce in questione, ha bisogno di tempi lunghi per poter dare il megio di sè, con risultati eccezionali.     La Vodka Beluga è prodotta da JSC Synergy, uno dei colossi russi del settore delle bevande alcoliche nonché terzo produttore di Vodka al mondo. Distillata per la prima volta nel 2002, Beluga è diventata in breve tempo leader del segmento Super Premium –Ultra Premium; sui mercati occidentali è presente a partire dal 2009, ed è oggi venduta in oltre 50 Paesi del mondo.   La gamma beluga è composta da varie tipologie:   VODKA  BELUGA  NOBLE Un distillato che definire “base” è estremamente riduttivo. La piu adatta ad essere miscelata, passa trenta giorni di affinamento (moltissimi per una Vodka) prima di essere messa in commercio. Prodotta da cereali russi maltati di alta qualità, viene controllata in ogni fase della distilazione. Distillazione multipla in alambicchi continui, rettificazione in cinque passaggi, filtrazione in due passaggi su carbone attivo di betulla. Ne risulta un Bouquet fresco, in cui spiccano fragranti accenni floreali e note di cereali.   VODKA  BELUGA TRANSATLANTIC Prodotta in onore della squadra di vela Russa,ha una particolarità che la differenzia dalle altre Vodke Beluga: nel processo di filtrazione, il distillato passa attraverso un filtro di cotone naturale. Il processo di affinamento, che in questo caso passa a 45 giorni, lo rende un prodotto con un gusto delicato.   VODKA  BELUGA ALLURE Un pakaging alla moda caratterizza questa Vodka dedicata alla squadra nazionale russa di polo. Due mesi di riposo, per un distillato che regala sentori di frutti rossi, gusto morbido ed avvolgente. Per questa (e per tutte le altre Vodke Beluga) nessun additivo di sintesi, solo naturali. Cinque distillazioni e tre filtrazioni ci regalano un distillato pulito e rotondo.   VODKA  BELUGA GOLD LINE Ed arriviamo al top di gamma (da noi degustato con accompagnamento di caviale Beluga…). La GOLD LINE aspetta 90 giorn i (tre mesi!!!) prima di essere messa in commercio, una lavorazione complicata che ci dona una Vodka incredibile: Solo fermenti e additivi naturali, nessun additivo di sintesi. Controlli di qualità ad ogni fase della lavorazione,distillazione multipla in alambicchi continui, rettificazione in cinque passaggi, filtrazione in tre passaggi su carbone attivo di betulla, ulteriore filtrazione su quarzo. Per finire bottiglie numerate,assemblate interamente a mano, con astuccio in pelle e con dotazione di un martelletto (per rompere il sigillo di cera sul tappo) e di una spazzola in setole di tasso (per rimuovere i frammenti del sigillo). L’etichetta è metallica, con uno storione tridimensionale fissato a essa.     Un consiglio per bere la Vodka di qualità: non ghiacciata,  ma fresca (come per i vini), a seconda della complessità.  Così cone sarebbe un peccato bere un barolo freddo,  è altresì un orrore raffreddare troppo Vodke di pregio.  Seppur non prepotenti, come può essere per rum o tequila,  ci sono aromi e profumi nella Vodka che verrebbero coperti dal freddo.  Altro consiglio, la Vodka di qualità (quella non di qualità non va  neanche presa in considerazione) va degustata.  Se beviamo qualcosa di buono è sempre bene assaporarlo, i chupiti lasciamoli ai bar di quart’ordine che servono alcolici di dubbia provenienza a prezzi bassi. Lasciamoci avvolgere dal gusto, ne guadagneremo in piacere e   soprattutto in salute Infine una sorpresa: due nuovi prodotti a marchio Beluga non ancora in commercio: BELUGA HUNTING BITTERS, prodotti nel cuore della siberia dai maestri distillatori di Beluga   HUNTING BERRY: include una serie di frutti rossi e spezie (anice, cannella ed altre). Tutte le erbe, i frutti e le spezie vengono macerate separatamente, in piccoli gruppi, per accentuarne gli aromi. Solo alla fine la complicata opera di “blending” per creare due prodotti dai gusti e profumi bilanciati. La gradazione alcolica è di 38 gradi. HUNTING HERBAL: l’acqua dei pozzi artesiani e l’alcool maltato,uniti ad una ricca selezione di erbe e ad una lavorazione attenta e complicata, rendono giustizia ad un “bitter” a 40 gradi ricco di profumi. Si consiglia di bere questi due prodotti ben freddi, oppure come base per cocktail, che godranno dei profumi di questi due prodotti. La Vodka Beluga è prodotta da JSC Synergy, uno dei colossi russi del settore delle bevande alcoliche nonché terzo produttore di Vodka al mondo. Distillata per la prima volta nel 2002, Beluga è diventata in breve tempo leader del segmento Super Premium –Ultra Premium; sui mercati occidentali è presente a partire dal 2009, ed è oggi venduta in oltre 50 Paesi del mondo. http://vodka-beluga.com/ Distribuita in Italia dai fratelli Rinaldi          

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    SHERED

    Bourbon (infuso con Lapsang suchong tea) Pesca Lime Bitter O redhead…perchè Lei è rossa. La dolcezza degli stati del sud (Stati Uniti ovviamente),legata all’affumicatura, non solo delle botti, come si usa fare da quelle parti,ma anche dell’esotico Lapsang Suchong tea. Lei non è americana, ma ha molto a che fare con le miscele di the, erbe ed infusi vari. La pesca, matura al punto giusto, profumata e gustosa. Come per il Bellini è preferibile quella bianca, che si trova d’estate. Non frullata, per carità! La pesca va “pressata” delicatamente con l’aiuto di un colino, in modo che non si riempia d’aria e che il colore della buccia vada a mischiarsi con quello della polpa. Il succo di lime serve ad equilibrare , perchè dolce va bene, ma nel giusto limite. E per finire il bitter. Io ho scelto il bitter rouge, che aprezzo per la varietà di profumi. Il punto di amaro che non guasta,anzi. E perchè un pò di rosso ce lo voglio mettere anche io, che diamine. E stasera lo gusteremo insieme… Ma non vi dico come e dove

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    THE GIN MAN

    Cambiando posto di lavoro, (ed il turn over è alto, nel nostro campo specifico), si entra in contatto con molte persone, non sempre piacevoli,che siano colleghi o clienti. Il periodo che ho passato al Westin Palace di Milano lo ricordo con grande piacere,sia per la clientela,ma sopratutto per i colleghi e lo staff dell’hotel. Tra le fortune che ho avuto, c’è anche quella di aver conosciuto Alessandro Borelli… Premetto che ho dei seri problemi di memoria (mia moglie ne sa qualcosa) ma quando penso all’inizio della mio percorso “behind the stick” come dicono quelli fighi tutto ritorna in mente come fosse il primo giorno. La scuola. Ecco, ero il classico tipo del “il ragazzo ha del potenziale ma dovrebbe impegnarsi di piú”, chissá quante volte l’avrá sentita mia mamma.  Il problema era che non riuscivo a stare seduto per piú di 2-3 ore consecutive (office job…no thanks). Cosí un bel giorno dissi a mio papà che avrei smesso di andare e lui mi disse: “Benissimo, da domani inizi a lavorare”. Avevo 17 anni, i capelli piú lunghi di quelli di mia sorella, pronto (mica tanto) ad affrontare il mio primo colloquio di lavoro garantitomi dal mitico barman del Sant Ambroeus amico di  famiglia. Sveglia presto e via verso il posto che sarebbe diventato la mia seconda casa per 2 ½. Starhotel Rosa in via Pattari a Milano, all’ombra della Madonnina. Ci sedemmo al bar e dopo un batter d’occhio arrivo lui, il mio maestro. Rimasi estasiato nel vederlo muoversi con quell’eleganza e sicurezza nel porgermi il mio succo alla pesca (che memoria eh!). La sua primafrase fu “Devi tagliarti i capelli”. Noooo pensai, ma alla fine lo feci senza esitare. Iniziai il giorno dopo alle 8 di mattina in punto. Rimane ancora il piú bel bar dove abbia mai lavorato. Elegantissime poltrone in pelle, tavolini in marmo e un banco bar circolare con una bottigliera luccicante che religiosamente lucidavo tutte le domeniche mattina. Giá, la domenica. Non c’erano piú domenica o sabato sera con gli amici, rimpiazzati da turni spezzati durante la settimana della moda e back to back shifts senza ritegno. Ecco, innanzitutto devo questo al mio maestro Umberto, Tequila per gli amici. Mi ha fatto capire sin da subito che é con il sacrificio che si ottengono grandi risultati. Studiare e lavorare, cosa che continuo a fare anche adesso e continueró a fare. Pagherei per fare ancora una serata in quel bar, con Umberto a dirigere l’orchestra ed io e il Pollo, grande amico oggi e collega in quei giorni a “viaggiare” in sala per regalare qualche ora di relax e divertimento alla gente. #nostalgia.com “Devi imparare almeno due lingue straniere quindi é ora che vai”. Club Med fu la risposta. Prima stagione in Sardegna a Santa Teresa di Gallura, villaggio vacanze da 1200 persone con una sete incredibile. Altri ritmi e altra lingua. Credevo di essere in Italia io! Il francese la faceva da padrone e mi trovai in 6 mesi a parlare francais e miscelare perroquet e moresque come sepiovesse.  3 ½ passati girovagando per l’Italia e la Francia. Altro periodo bellissimo. Grande scuola il Club Med. Arrivó il tempo di un nuovo cambiamento, il ritorno a Milano, e una telefonata. Opening dello Starhotel Anderson in Stazione Centrale…let’s do it!. Mi occupai per 8 mesi dello start-up e supervisione del bar-ristorante-in room dining. Bella soddisfazione. Mi ricordo una sera quando ancora 18enne feci una commissione per un cliente a quello che era l’Hotel Palace a Milano. Dovetti portare una pacco al Capo Barman (come si diceva a quei…

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    CLASSIC COCKTAIL CLUB

    Per  (evidenti) ragioni di età, frequento il mondo del bar da qualche annetto. Abbastanza almeno da ricordare (con grandissimo affetto) lo “zio” Franco Zingales, e la nascita del Classic Cocktail Club, le riunioni , gli incontri e la nascita di nuove amicizie. Amicizie che, benchè ci si incontri poco di persona, durano nel tempo. Ed in questo il CCC ha ottenuto lo scopo di “club amicale”. La grande lezione di Franco è servita, e continua ad accompagnarci nel lavoro e nella quotidianità. Per chi non c’era, per ch ipotrebbe essere interessato, per chi non ne sapeva niente, presentiamo qui di seguito, con le parole del segretario Salvatore Bongiovanni, la storia…

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    SOPRAVVIVERE AD UNA NOTTE BRAVA

    HANGOVER: I postumi dell’ubriachezza sono un insieme di effetti fisici che seguono l’eccessivo consumo di bevande alcoliche. I più comuni riportati sono emicrania, sete, letargia, nausea, sensibilità alla luce e al rumore. Ipoglicemia, disidratazione e carenza di vitamina B12. Possono verificarsi anche amnesie o ricordi confusi del periodo soggetto ad intossicazione alcolica. (Wikipedia) Per evitare i problemi “del giorno dopo”, basterebbe usare qualche accorgimento…vediamone alcuni: Prima: Bevi a stomaco pieno, in questo modo si riduce l’assorbimento dell’alcool al 50%.Bevi un cucchiaio di olio, o un uovo crudo. Si creerà una patina sulle pareti dello stomaco che aiuterà a prevenirne i problemi. Durante: Bevi lentamente, lasciando passare del tempo tra un drink…

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